Federico Barocci il pittore della Terra del Duca

BAROCCI, FINALMENTE

 Federico Barocci 

 

ITINERARIO D'ARTE NELLE CITTA' DI URBINO, GUBBIO,PESARO E SENIGALLIA

PERIODO: PRIMAVERA ESTATE 2014

 

Il grande pittore urbinate Federico Barocci (1535?-1612), al quale la National Gallery di Londra ha recentemente dedicato un'importante mostra che ha riscosso un grande successo di pubblico e di critica, è stato forse l'artista che più di ogni altro è riuscito a rappresentare in senso unitario il territorio ducale, vale a dire quell'ambiente di straordinaria bellezza ricompreso tra le città di Urbino, Gubbio, Pesaro e Senigallia.

Il circuito culturale e turistico della Terra del Duca propone nel 2014 un affascinante percorso nelle città dell'antico Ducato di Urbino attraverso le opere di Federico Barocci e dei suoi seguaci, con un approccio particolare ed uno sguardo vicino alla sensibilità contemporanea capace di suscitare l'interesse e la curiosità in ampie fasce di utenti ed in particolare tra i visitatori più giovani.

Molti sono i capolavori che Barocci ha eseguito per le città della Terra Del Duca.

Ad Urbino spicca per importanza L'ultima cena che occupa nella cappella ducale della Cattedrale il luogo originario. Qui Barocci, rendendo omaggio ai Della Rovere nell'utilizzo delle foglie di rovere lungo la fascia destra del dipinto, ha dichiarato l'esistenza di un potere che necessita di un territorio perché sia visibile.
Il dipinto La vocazione di Andrea, che ora si trova nelle raccolte reali di Bruxelles, era stato realizzato per l'oratorio di Sant'Andrea di Pesaro e nel paesaggio che circonda l'incontro fra Cristo e l'apostolo è riconoscibile la costa alberata che si stende ai piedi di monte San Bartolo.

La nuova sensibilità mostrata da Barocci per l'ambiente naturale si manifesta pienamente nella Deposizione conservata nel luogo originale, nell'oratorio della Santa Croce di Senigallia, dove concordemente con il tema, la luce è quella del tramonto, sottolineata anche dai torricini del Palazzo Ducale di Urbino, che, orientati ad ovest, sono illuminati dagli ultimi raggi del sole.

A Gubbio nella chiesa di Santa Maria dei Laici detta dei Bianchi è conservata l'Annunciazione ideata dal Barocci e terminata dal suo allievo Ventura Mazzi. Il paesaggio urbano delle case degradanti di Gubbio che compaiono nel vano della finestra rafforzano con il loro realismo il concetto dell'incarnazione.
La sensibilità del Barocci verso una visibilità della realtà nella pittura restituisce unità di cultura ad un territorio diviso oggi fra province e regioni diverse ma che un tempo apparteneva ad un unico ducato.

 

A partire dalla primavera 2014 il circuito della Terra Del Duca promuove una serie di mappe, in formato cartaceo e digitale, con itinerari dedicati alle opere del pittore urbinate. Il progetto Barocci per le Terre del Duca prevede la realizzazione di due mappe di cui la prima è dedicata alle opere del pittore distribuite sul territorio, la seconda ritaglia dettagli dall'opera pittorica ( particolarmente originali quelli dedicati agli animali), tracciando un percorso iconografico che illustra come il territorio ducale sia entrato a far parte della messa in scena nella pittura di Barocci.

 

Le prime iniziative in calendario interesseranno dal 9 all'11 maggio tutte e quattro le città del Circuito LA TERRA DEL DUCA: Urbino, Gubbio, Pesaro e Senigallia:

Venerdì 9 maggio, ore 17.30, Auditorium San Rocco

Presentazione del volume BAROCCI IN BOTTEGA di Bonita Cleri, Università di Urbino

 

Sabato 10 maggio, CHIESA DELLA CROCE

- dalle 10 alle 12 e dalle 17 alle 19, a cura della Confraternita della Croce,
Visita guidata alla CHIESA DELLA CROCE che conserva LA SEPOLTURA DI CRISTO di FEDERICO BAROCCI

- ore 21 Concerto su "La musica al tempo e nei luoghi di Federico Barocci"
ENSEMBLE BELLA GIERIT, Enea Sorini baritono – Giuliana Maccaroni organo

 

 

Programma Terra del Duca

Terra del Duca 1

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Tutti gli eventi in programma sono ad ingresso gratuito

 

Gli animali raccontano

di Silvia Cuppini

Un agnello, pecore, un ariete e un torello, un falco e un'aquila, tre colombe, un
coniglio, asini e un paio di galline, cani di piccola taglia, gatti e un ramarro, questi
sono alcuni degli animali che Federico Barocci ha dipinto più frequentemente
nelle pale d'altare.

 

Le bestiole sono sistemate nel primo piano del dipinto e spesso
hanno il ruolo di introdurre il tema svolto: rappresentano, in sintonia con gli attori
della scena, la paura della morte, lo stupore per un evento straordinario,
raccontano l'intimità dell'ambiente domestico, la fedeltà verso il padrone.

 

Gli animali, come nelle favole, fanno eco ai sentimenti degli uomini e, esprimendoli
nella semplicità della loro natura, sono più immediatamente comunicabili.
Federico Barocci piega l'animale alle ragioni del racconto e lo "usa" come simbolo
nel pieno rispetto della sua natura, riconoscendo la dignità delle sue reazioni
istintive che perfettamente convivono con la complessità del comportamento
umano.

 

La presenza dell'animale non è sentita come accessoria, ma parte
integrante e irrinunciabile della scena: uomo e animale interpretano, rafforzando
a vicenda il messaggio, il momento della storia sacra.

 

 

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