Papa Francesco, lo IOR

Papa Francesco 

 

Lo IOR. I vaticanisti più smaliziati ed ... informati avevano immaginato una road- map per questo periodo, ma non erano d'accordo sui tempi. Si metteva come punto di arrivo il primo viaggio apostolico a Rio de Janeiro in occasione della XXVIII Giornata Mondiale della Gioventù del 22/27 luglio, poco convinti che Papa Francesco avrebbe bruciato le tappe. Non sappiamo cosa accadrà di altro prima della partenza: per ora qualcosa di determinante è accaduto.

Tema assai scabroso quello dello IOR, sul quale da qualche anno si è scritto di tutto. Inutile riepilogare i fatti, che d'altra parte sono imprecisi e lacunosi anche se si spera che nei prossimi mesi possano in parte essere chiariti. Con un Chirografo del 24 giugno il Santo Padre ha istituito una Pontificia Commissione Referente sullo IOR di cinque di cinque membri. Colpisce questo termine "Chirografo", sa di antico, ma racchiude in sé un valore profondo: esprime direttamente, senza mediazioni, il volere del Papa. Che l' affaire dello IOR fosse uno degli elementi più marcati dei problemi della Curia era evidente a tutti: intreccio di multiformi interessi, al confine fra il lecito e l'illecito e con un passato "burrascoso" e forse tragico. La misura era colma.

Qualche commentatore ha sottolineato che solo un Papa lontano dalle consuetudini consolidate, poteva imporre una svolta. E così è. Con le dimissioni del vertice, la strada è aperta per una profonda e radicale riforma. Fondazione, banca etica? I nominalismi hanno poca sostanza, quel che conta sono le finalità di una istituzione bancaria di una realtà "anomala" come la Santa Sede. Un discorso questo che forse non tutti accettano, ma che ha un obbiettivo fondamento. Sempre naturalmente nel rispetto delle regole che sovraintendono a livello nazionale ed internazionale l'attività bancaria. (Angelo Sferrazza)

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