Senigallia, 20 febbraio 2014, La rivista culturale "Sestante" di Senigallia (1986-2014), fascicolo n. 100


Sestante n.100
 

La fotografia "L'abbandono" (1968), pubblicata nella copertina n. 100 di "Sestante" è dell'artista urbinate Adriano Calavalle.

 

 

 

 

"Sestante" è anche Senigallia, la cultura dell'adriatico

di Gastone Mosci

Senuigallia. Sestante è una rivista di arte cultura società nella provincia marchigiana, un periodico che seguo da sempre, nel clima dell'animazione delle cooperative culturali e nel collegamento con centri culturali come il Circolo Acli-Centro Universitario e le Conversazioni di Palazzo Petrangolini di Urbino, il Circolo Culturale Jacques Maritain di Fano, il Circolo Culturale Maritain di Ancona, il Gruppo di Presenza Culturale, le riviste "Il Mese" e "Città regione" dirette da Adriano Ciaffi, di recente il blog "Agorà Marche" di Mimmo Valenza ed ora il Blog "Fano Città". Queste testate e associazioni hanno svolto un notevole compito di animazione culturale negli ultimi 40 anni ed hanno tenute vive le collaborazioni con poeti scrittori artisti e docenti universitari nel nome della comunità marchigiana e di un desiderio comune di vivere una cittadinanza solidale e un impegno cristiano aperto, insieme a Carlo Bo, Valerio Volpini, don Italo Mancini, Carlo Antognini, Plinio Acquabona, Pericle Fazzini, Arnoldo Ciarrocchi, Leopoldo Elia, Alfredo Trifogli. Ognuno ha partecipato come risorsa culturale ed etica vicina o operante altrove. Nei 100 fascicoli della rivista i collaboratori sono tanti e molti sono giovani. Ma la caratteristica senigalliese dei collaboratori è sempre quella di portare la testimonianza culturale o civile o etica, nel lavoro editoriale e nella vita associativa. Penso alle spedizioni urbinati a Senigallia guidate da don Italo Mancini fino al 1993 e da Valerio Volpini fino al 2000: seminari e dibattiti insieme ad iniziative editoriali erano sempre all'ordine del giorno. E la comunicazione culturale e politica entrava nel dibattito cittadino, nelle istituzioni pubbliche: la scuola, i circoli culturali, l'amministrazione civica. Sestante ha contribuito generosamente a trent'anni di vita culturale senigalliese, portando la linea culturale dei cattolici democratici, qualcosa di serio e di impegnativo nel dialogo con le istituzioni pubbliche. Mario Giacomelli guardava con molta partecipazione questa rivista, A4 di venti pagine, ben fatta e ricca di contenuti, Sergio Anselmi ne era un interlocutore, l'animatore Franco Porcelli è stato per un certo periodo Assessore alla Cultura. Mi piace ricordare anche il fotografo Ferruccio Ferroni e lo scultore Gabriele Bonazza. Possiamo iniziare un dialogo sulla nuova cultura a Senigallia, Giro la domanda a Franco Porcelli, che è molto indaffarato per il fascicolo 100 della rivista sull'Emigrazione nel Novecento...

Gastone Mosci

 

Rivista Sestante

Circolo di Iniziativa Culturale
Palazzo Mastai - Senigallia

SESTANTE Fascicolo 100 (1986-2014)

Senigallia. Il Circolo di Iniziativa Culturale si appresta a festeggiare l'uscita del centesimo numero di Sestante, il periodico di arte cultura società nella provincia marchigiana che da Palazzo Mastai edita dal 1986. Lo farà il prossimo giovedì 20 febbraio alle ore 18.00 al Circolo Acli "U. Ravetta" (Via Cavallotti, 10), presentando il ricco rapporto sull'emigrazione misena che sostanzia il numero: un'assortita squadra di redattori per raccogliere più d'una dozzina di interviste e racconti.
Punto forte della presentazione sarà il dialogo/dibattito proposto su "Emigrazione, tra storia e risorsa di valore" con la partecipazione di Ivano Cursi, presidente del Circolo Acli, Maria Grazia Salonna, ricercatrice di storia, e Fabio Ciceroni, critico letterario. Moderatore, Franco Porcelli. Al dialogo/dibattito, poi, si aggiungeranno Mauro Pierfederici e Paola Leoni, la nipot' d' V'nanzi', con la lettura di poesie e/o brani di lettere d'epoca. C'è anche da aggiungere che la sede scelta, le Acli, è la più propizia e naturale stante il contributo che gli aclisti del territorio hanno dato alla raccolta delle memorie, sviluppo sul campo del progetto di ricerca ideato e proposto da Marco Moroni, anche lui aclista, dell'Università Politecnica delle Marche.
In conclusione, dentro l'orizzonte sospeso tra passato prossimo e futuro che incalza, nonché sulla scorta della memoria "vissuta" dei protagonisti e della ricognizione degli studiosi, Ciceroni e Salonna, la serata oltre a rievocare si propone di andare alla radice dell'evento per capire quanto oggi le "migrazioni" possono rappresentare un significativo valore aggiunto che dà prospettiva ed anche molto di più ai nostri giovani.
Ai presenti sarà offerto in omaggio il n. 100 del Sestante.
Al termine, vino d'onore delle terre di Frattula.

Franco Porcelli

 

 

 

 

Sestante, anno I, n. 1, Maggio 1986
Il Manifesto a p. 1.

 

Il "sestante", come è noto, è uno strumento che misura la distanza
angolare tra due oggetti.
I marinai lo usano per calcolare dalla altezza degli astri
sull'orizzonte, le coordinate geografiche
del punto in cui si trovano.

 

Nel momento in cui un giornale vede la luce, ha già dietro di sé una storia.
Anche nel caso di Sestante essa va ripercorsa, nel tentativo di comprendere le motivazioni che hanno dato vita a questa pubblicazione e per far partecipi coloro che leggono queste pagine degli intenti che la Redazione si è proposta ed oggi propone.

 

L'esigenza di fare un giornale è sempre per prima cosa un'esigenza spirituale positiva, perché tutto quello che implica una circolazione di idee ed una riflessione su di esse è espressione di vitalità. Talvolta essa può non trovare una rispondenza nel tempo e nella società di cui, pure è espressione ed allora la vita delle pubblicazioni è breve, ma egualmente positiva, perché, comunque, lascia un segno.

 

A noi sembra, però, che i nostri tempi assistano ad un risveglio assai rilevante, in cui "fare cultura" trova un terreno propizio e fecondo. Anche la nostra città sta vivendo questo fenomeno: le iniziative in questo campo si moltiplicano e trovano rispondenza. Tutto ciò è sicuramente il sintomo della maturazione di una comunità che non può non essere registrata con soddisfazione.

 

Sestante vuole essere, a sua volta, una esperienza che si inserisce in questo contesto, in cui ciascuno può decidere se restare spettatore o diventare, secondo le proprie possibilità, autore.

 

Nella Redazione ci sono persone con esperienze diverse, apparentemente lontane per età e responsabilità. Esse si sono, però, riconosciute ed incontrate nell'amore comune per la nostra città e per il suo territorio, senza perdere di vista la realtà ampia in cui sono inseriti.

 

Il tentativi di Sestante vuole essere quello di capire ed interpretare il presente, anche attraverso il passato, per fare il punto della situazione e con la consapevolezza che i problemi anche quelli più quotidiani, possono essere risolti al meglio solo in una sintesi operativa che nasce da una maturazione della volontà, di punto di riferimento, di valori, di idee guida che possono informare la costruzione di un futuro migliore.

 

Per attuare queso proposito si è scelta una strada forse inconsueta, ma necessaria: quella della riflessione sui problemi grandi e piccoli, generali e locali.

 

Perciò Sestante è una pubblicazione trimestrale, che la ùscia lo spazio necessario al dibattito ed alla riflessione, che consente di dire quello che si pensa, ma anchje di avere il tempo per pensare a quello che si dice.
Senigallia, Maggio 1986

 

COLOPHON DEL PRIMO FASCICOLO

SESTANTE, Periodico trimestrale edito in Senigallia dalla Coop. Circolo d'Iniziativa Culturale.
In Direzione: Raoul Mancilelli (direttore responsabile), Sergio Fraboni, Dario Mazzanti.
In Redazione: Lanfranco Bertolini, Marinella Bonvini Mazzanti, Mario Cavallari, Maria Elena Ciarmatori, Elvio Grossi, Lorenzo Grossi, Eleonora Lucchetti, Franco Porcelli, Giancarlo Santini, Antonio Ugolini.
In Amministrazione: Anna Montanari.
Elaborazione grafica: Luca Ugolini.
Composizione: Gabriele Cucchi.
Direzione: Palazzo Mastai, via Mastai 14, 61049 Senigallia

 

PRESENTAZIONE A SENIGALLIA DI UN FASCICOLO STORICO DI "SESTANTE" SULL'EMIGRAZIONE

Presentazione sestante

 

 

Articolo e foto di Vincenzo Prediletto

Senigallia. Il Circolo di Iniziativa Culturale ha festeggiato il centesimo numero di "Sestante", edito da Palazzo Mastai fin dal 1986.

L'incontro si è svolto presso il Circolo Acli "U. Ravetta" di via Cavallotti, giovedì 20 febbraio 2014. Franco Porcelli, presidente del Circolo di Iniziativa Culturale", nelle vesti di moderatore dell'incontro ha dato il benvenuto agli ospiti, ai relatori ed al numeroso pubblico, presentando brevemente l'ampio rapporto sull'emigrazione dalle terre marchigiane e, in particolare, dai paesi e dai borghi del Misa e del Nevola nel secolo scorso e nel secondo dopoguerra.

"Emigrazione tra storia e risorsa di valore" è stato l'oggetto di questa presentazione, per raccontare i "vissuti" di Ivo Cecchini, Leonardo Badioli, Giuseppe Lucchetti, Anacleto Rossi, Giuseppe Bacolini, Giuseppe Tacchilei,Luigi Pulcini, Luciano Anselmo, Giancarlo Rossi, Guido Silvestri e delle Famiglie Conti, Graziosi e Ricciotti.

Testimonianze vive e dirette di cittadini, valligiani ed aclisti che nel corso di un anno di lavoro un'assortita e solerte squadra di redattori, guidati dal prof. Marco Moroni - dell'Università Politecnica delle Marche, già Presidente delle Acli marchigiane-(Luca Rachetta, Sergio Fraboni, Vincenzo Prediletto, Giovanni Ricciotti, Vittorio Graziosi, Roberto Ferretti e Riccardo Montesi) tramite interviste ,racconti e commenti ha raccolto nei circoli del territorio e nelle varie comunità vallive. Il moderatore ha dato subito la parola al Vescovo Giuseppe Orlandoni, il quale ha con forza sottolineato il valore dell'accoglienza nei confronti dei migranti, che non andrebbero più definiti "extracomunitari", "clandestini" o con altri epiteti che calpestano la dignità d'ogni essere umano, tenendo ben presente la memoria storica di milioni di Italiani che lasciarono il paese in cerca di lavoro e fortuna in ogni parte del mondo. Il Vescovo si è pure soffermato sul tema ineludibile dello "ius soli", sull'atteso e pur contrastato diritto di cittadinanza italiano da concedere agli stranieri nati nel nostro paese.

Ivano Cursi, presidente del Circolo Acli, ha dato inizio all'incontro ringraziando il Circolo di Iniziativa Culturale, editore di "Sestante", per l'utilissima e valida iniziativa messa in atto e che si protrarrà con altri due numeri della rivista ed il prof. Marco Moroni per il significativo progetto di ricerca sviluppato sul campo, nonché i gentili ospiti, Maria Grazia Salonna, ricercatrice di storia, il prof. Fabio Ciceroni, critico letterario, il prof. Mario Cavallari (della storica direzione di "Sestante", nonché portavoce del Sindaco), il quale ha portato i saluti del primo cittadino , l'assessore alla cultura prof. Stefano Schiavoni e il dr. Federico Pellegrini, presidente dei giovani imprenditori associati al "GIO".
La serie degli interventi è proseguita con la descrizione da parte della prof.ssa Salonna, tratta dal suo libro, "Lettere dall'America. Una storia d'amore e d'emigrazione", della storia di una famiglia di contadini marchigiani di fine '800 emigrati nel Mississippi: un'emigrazione poco conosciuta, di piccole comunità di agricoltori, provenienti soprattutto dalle Marche, che, superando con coraggio ed enormi sacrifici, parecchi disagi - le malattie, il clima, le fatiche derivanti dalla coltivazione del cotone in quelle regioni del Sud degli Stati Uniti e perfino l'ostilità e il razzismo delle genti locali - ebbero la fortuna di migliorare le proprie misere condizioni socio-economiche acquistando un pezzo di terra e costruendo una casa.

Il prof. Fabio Ciceroni ha a sua volta analizzato con acume e rigore critico le vicende singolari e le "migrazioni" di alcune grandi personalità del mondo culturale ed artistico marchigiano, quali Luigi Bartolini nativo di Cupramontana e Libero Bigiaretti di Matelica che si trasferirono e si affermarono alla grande a Roma, ovvero in quella che si può definire la più grande comunità marchigiana. Non vanno tralasciati peraltro altri grandi autori ed artisti emigrati al Nord come l'urbinate Paolo Volponi, Tullio Pericoli o lo stesso Enzo Cucchi di Morro d'Alba che ha trovato la sua piena consacrazione nella Capitale, come ha poi aggiunto l'assessore alla cultura Stefano Schiavoni.
Infine, Federico Pellegrini, presidente dell'Associazione professionale degli imprenditori e professionisti della Valmisa "GIO", ha portato il suo concreto contributo al tema dell'emigrazione misena dando risalto adeguato alle mirabili esperienze ed affermazioni di tre illustri conterranei - Luciano Anselmo, Guido Silvestri, Giancarlo Rossi - ambasciatori d'eccellenza del territorio miseno nel mondo, ai quali il GIO ha voluto assegnare il prestigioso "Premio alla Carriera" per l'anno 2013. Il giovane relatore ha ribadito che oggi le migrazioni rappresentano un indubbio valore aggiunto, aprendo nuove prospettive ai giovani diplomati e laureati in cerca di lavoro e di un futuro più roseo. Ha anche evidenziato, tuttavia, che "l'ideale" sarebbe che il nostro territorio offrisse nel contempo, nonostante la grave crisi finanziaria che blocca purtroppo le piccole e medie imprese - vero motore dell'economia e dello sviluppo - le migliori condizioni ed opportunità concrete a tanti giovani di valore, per trovare "in loco" , nelle Marche o in Italia, le proprie affermazioni professionali e, di riflesso, arricchire le eccellenze del nostro distretto socio-economico.

Durante l'incontro, agli interventi dei relatori, si sono alternati con garbo e bravura interpretativa l'attore Mauro Pierfederici e l'ex docente Paola Leoni, "la nipot' d' V'nanzi", con la lettura di poesie dialettali e brani di lettere d'epoca.

 

Presentazione sestante II

L'assessore alla cultura Stefano Schiavoni e lo scrittore Fabio Ciceroni

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