Racconti brevi

di VALERIO VOLPINI

Valerio Volpini 1991 

VALERIO VOLPINI RACCONTA COSA FANNO I NONNI

di Enzo Uguccioni

Fano. "Leggo su una rivista specializzata grandissimi elogi del volpino italiano: si dice che è un cane intelligente e robusto e niente affatto salottiero, tanto che una volta era in compagnia dei carrettieri e dei braccianti. Fedelissimo e coraggioso come pochi altri. Insomma un piccolo ma grande cane. Per quel tanto di parentela che c'è mi fa piacere che non sia di moda". Chi scrive – lo si capisce subito – è Valerio Volpini: è una delle tante espressioni ironiche che punteggiavano i suoi appuntamenti settimanali con i lettori di "Famiglia Cristiana".
Da quell'immenso giacimento di saggezza, ironia e ricordi trarrò – ogni settimana – un suo racconto breve sui i nonni, i poveri nonni per i quali, in un fascicolo del lontano 1995, invocava un "Ministero per i nonni trascurati!"

 

Padre Ferdinando Castelli, recentemente scomparso, nel bel saggio "All'uscita dal tunnel" (Libreria Editrice Vaticana, 2009) dedica un intero capitolo al "Il divino senso dell'humor". "E' indubbio che l'umorismo – scrive Padre Castelli – è un mezzo regale per stabilirci nella serenità. Esso fa parte della saggezza che è dono dello Spirito Santo..." (p. 7). Il teologo H. de Lubac riporta questo consiglio di un anonimo cenobita: "Se la tua anima è turbata va in chiesa, prosternati e prega. Se la tua anima rimane ancora perturbata vai a trovare il tuo padre spirituale, siediti ai suoi piedi e aprigli l'animo. E se la tua anima è sempre turbata, ritirati allora nella tua cella, stenditi sulla stuoia e dormi". Papa Giovanni scriveva: Lo Spirito Santo ha scelto me. Si vede che vuol lavorare da solo..." (p. 14).

 

Anch'io ogni tanto, mi rivolgo al Buon Dio con la "Preghiera per il buon umore" scritta da Thomas More che Volpini amava molto: "...Donami la salute del corpo e il buon umore necessario per mantenerla. Dammi un'anima che non conosca la noia, i brontolamenti, i sospiri e i lamenti e non permettere che mi crucci eccessivamente per quella cosa troppo invadente che di chiama 'io'. Dammi, Signore, il senso del buon umore. Concedimi la grazia di comprendere uno scherzo, per scoprire nella vita un po' di gioia e farne parte anche agli altri".

 

Valerio Volpini, dunque, ci ricorda che il sale della vita sta in un po' di autoironia, nel saper leggere gli avvenimenti con il distacco di chi sa valutarne anche gli aspetti grotteschi ed inverosimili, nel vivere l'amicizia con gioia, magari per uno scherzo ben fatto; in definitiva, ricordiamo più spesso di non prendere troppo sul serio "quella cosa troppo ingombrante - invocava S. Thomas More - che si chiama "io".

 

Enzo Uguccioni

 

1.

FARE IL NONNO NON E' FACILE

Molti parlamentari "uscenti" hanno detto che non si candideranno più; faranno un nuovo lavoro o riprenderanno il vecchio. Propositi molto lodevoli; meglio astenersi dall'uva che potrebbe risultare acerba. Tutti dicono che si dedicheranno di più alla famiglia e i meno giovani hanno persino dichiarato che faranno i nonni. Credete che sia una cosa da poco? Io che, modestamente, lo so fare come pochi, anzi come pochissimi, vi consiglio di stare alla larga dai nipotini; con tutto quel che avete combinato, mica vorrete far guasti fra gli innocenti della terza generazione?


(in "Famiglia Cristiana" 10/1994)

Valerio Volpini

 

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