Tutto ciò non è accaduto all'Olimpico sabato 3 maggio.

di Angelo Sferrazza

Papa Francesco udienza-generale 

 

Si respirava aria pesante a Roma già da qualche giorno, anche se non era facile prevedere ciò che è accaduto. Si temeva lo scontro fra le tifoserie della Fiorentina e del Napoli. Ma il servizio d'ordine ha funzionato alla perfezione. È sfuggito un elemento
psicologico: il "rodimento " dei romanisti, che non avevano digerito la sconfitta col Napoli che ha impedito alla squadra capitolina di giocare la finale all'olimpico.

Forse questo ha spinto alcuni tifosi ad affrontare quelli partenopei.

Il resto è cronaca, una incivile nuova riprova di cosa è diventato il calcio con lo strapotere delle tifoserie e l'inanità degli organi dirigenti.


All'olimpico è successo esattamente il contrario di quanto papa Francesco aveva detto solo ventiquattrore prima nell'udienza ai giocatori.

Come un testo riflesso su uno specchio! "responsabilità sociale,","momenti gioiosi", il fattore economico non deve prevalere su quello sportivo, "valenza educativa", "armonie di corpi e di spirito", "crescita sociale, nella solidarietà, nella lealtà, nel rispetto", "che il calcio possa sempre sviluppare questa potenzialità!".

Tutto ciò non è accaduto all'Olimpico sabato 3 maggio.

(Angelo Sferrazza)

 

 

 

IL PAPA CHE AMA IL CALCIO


Venerdì 2 maggio, "Udienza alle Squadre di calcio della Fiorentina e del Napoli". Sala del Concistoro del Palazzo Apostolico
"Da ragazzo sono andato molte volte allo stadio e ho bei ricordi. Momenti gioiosi di domenica, insieme ai miei familiari". Lo ha ricordato Papa Francesco alle squadre della Fiorentina e del Napoli, finaliste della Coppa Italia ricevute in Udienza.

Alle due squadre si sono accodati, naturalmente, gli alti dirigenti della Federazione Calcio e della Lega Serie A! Papa Francesco con una certa ironia aveva iniziato col dire: " Questo incontro si è un po' "allargato". Un'occasione che ha offerto al Papa di sottolineare l'importanza del calcio. " Il calcio in Italia, come in Argentina e in altri Paesi è un fatto sociale e richiede una responsabilità sociale, da parte dei calciatori, sul campo e fuori del campo, e da parte dei dirigenti nazionali e locali".

Anche perché ha continuato " oggi il calcio si muove in un grande giro di affari, per la pubblicità, le televisioni, eccetera".

Le sottolineature sul tema economico sono state molto presenti nel breve ma sostanzioso saluto ai giocatori e dirigenti. " Il fattore economico non deve prevalere su quello sportivo, perché rischia di inquinare tutto". Ai dirigenti poi un messaggio chiaro " Dall'alto bisogna reagire positivamente, restituendo dignità sportiva agli eventi. E voi calciatori avete una grande responsabilità!" perché " siete al centro dell'attenzione e tanti vostri ammiratori sono giovani e giovanissimi, tenete conto di questo".

E poi ancora " Lo sport contiene in sé una forte valenza educativa .... Nell'armonia di corpo e di spirito e crescita sociale, nella lealtà, nella solidarietà, nel rispetto". E ha concluso con un " Buon lavoro a tutti voi e che domani sera sia una bella festa sportiva". Un altro esempio del linguaggio chiaro e diretto di Papa Francesco, che va subito al centro dei problemi. Poi come conoscitore del calcio, non solo di quello argentino, in questa Udienza ha "giocato in casa"!

Angelo Sferrazza

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