Valerio Volpini. Letteratura e società

Presentazione Valerio Volpini Letteratura e società 

IL LIBRO SU VALERIO VOLPINI AI FANESI / UN GRANDE SCRITTORE

di Vincenzo Prediletto

Fano. Francesco Torriani, presidente del Circolo Culturale "Jacques Maritain" di Fano, apre la conferenza stampa di mercoledì 8 ottobre nell'accogliente sala del Bar Smile, dichiarando che la presentazione del volume "Valerio Volpini – Letteratura e Società", con gli atti del Convegno nella Sala Verdi del Teatro della Fortuna del 27 novembre del 2010, a dieci anni dalla sua scomparsa,vuole rendere omaggio al grande scrittore, storico, politico, critico e giornalista fanese, amico e maestro dei soci del Circolo. Esso rappresenta un patrimonio per raccogliere l'eredità spirituale e culturale di Volpini, una opportunità concreta da mettere al servizio delle nuove generazioni. "E' questa la nostra scommessa, per cui ringraziamo Vittoriano Solazzi, Presidente del Consiglio regionale delle Marche, per aver consentito e sostenuto la pubblicazione del prezioso quaderno e periodico regionale, da mettere subito – come auspichiamo – a disposizione delle scuole, delle biblioteche ed istituzioni pubbliche. Ringraziamo e diamo il benvenuto ai giornalisti presenti e agli altri ospiti, il prof. Gastone Mosci, dell'Università di Urbino, l'assessore alla cultura del Comune di Fano, Stefano Marchegiani".
Il quaderno regionale, distribuito ai giornalisti insieme con un opuscolo del Circolo Maritain su "Valerio Volpini e la Resistenza" a 70 anni dalla liberazione di Fano, 27 agosto 1944-2014, si avvale della presentazione di Vittoriano Solazzi e riporta gli interventi di Francesco Torriani, Franco Mancinelli, Matteo Ricci, V. Solazzi, del vescovo mons. Armando Trasarti; seguono le relazioni di Piergiorgio Grassi e Pasquale Maffeo, gli interventi di Enzo Uguccioni, Gastone Mosci ("Valerio Volpini in dialogo con Carlo Bo"), Giuliano Giuliani e Fabio Ciceroni, le sincere conclusioni del fanese Giovanni Tonucci, Arcivescovo Prelato di Loreto, infine un paragrafo su convegni e mostre nel decennale dedicati a Valerio Volpini, un testimone dell'umanesimo cristiano e della bellezza.

 

Presentazione Valerio Volpini Letteratura e società III

 

L' incontro prosegue subito dopo con il contributo del prof. Mosci, il quale informa che sul blog "Fanocittà" (www.fanocitta.it ) da lui diretto, si possono trovare molti articoli e news sull'attività politica, culturale e letteraria di Volpini, una personalità unica, eccezionale nel panorama della società italiana del XX secolo: già partigiano combattente nel '44, studente universitario si laurea nel '47 con Carlo Bo, già considerato a Firenze maestro della nuova generazione di poeti e scrittori. Volpini è subito introdotto nei nuovi movimenti culturali, nell'attività civile e politica: forte della vocazione alla pittura, alla poesia e alla scrittura, negli anni 50-60 partecipa alla vita della città come un vero intellettuale, polemista a volte scomodo, attivo e costante nel dare risposte culturali e politiche alle domande sociali del territorio per il rinnovamento della politica legata all'etica e alla cultura. Partecipò sempre con una intensa vis polemica a valorizzare le radici della cultura marchigiana. Visse dall'interno negli anni '70 le gravi tensioni e problematiche socio-politiche che turbarono la vita sociale del nostro paese.

Una tappa fondamentale del suo percorso fu la direzione del quotidiano vaticano "L'Osservatore Romano", dal 6 gennaio 1978 al 1° settembre 1984, chiamato da Paolo VI, dopo aver ben respirato ed assorbito il rinnovamento ecclesiale e civile determinato dal Concilio Vaticano II. Pertanto, Valerio Volpini fu un testimone privilegiato dell'anno dei tre Papi e, successivamente, del primo intenso periodo del Pontificato di Giovanni Paolo II. E' bene ricordare che negli anni precedenti aveva pubblicato due opere importanti, "Fotoricordo e pagine marchigiane" (1973) e "Sporchi cattolici" (1976), notevoli per lo stile incisivo, la scrittura arguta e la forte vena polemica, nonché "Cloro al clero" in quel fondamentale 1978. Figura davvero complessa e poliedrica quella di Volpini, poeta, pittore e fotografo, amico del grande mago della fotografia, il senigalliese Mario Giacomelli, scomparso come lui nel 2000. Volpini fu anche – sottolinea ancora il prof. Mosci – per 10 anni presidente della Scuola del Libro di Urbino ed operò con fervore ed efficacia nel ruolo di Consigliere Regionale in difesa del paesaggio marchigiano, come testimoniato dal prof. Fabio Ciceroni nel suo scritto "Le Marche tra parola e immagine".

Pertanto Vittoriano Solazzi ha compreso il valore e i meriti di questo maestro e testimone d'umanità e l'ha sostenuto in questi anni portando a termine la pubblicazione di questo 153 Quaderno del Consiglio Regionale delle Marche. Il moderatore Torriani ha poi passato la parola al nuovo assessore alla cultura di Fano, Stefano Marchegiani, il quale ha affermato di non aver incontrato Valerio Volpini, ma conosciuto dal padre (nato nello stesso anno -1923- con cui condivise valori ed ideali etici e politici, consiglieri regionali pur militando in partiti differenti) e ha sostenuto che bisogna recuperare e valorizzare in pieno la figura poliedrica di Volpini, voce fuori dal coro, spesso scomoda negli anni di piombo per l'impegno intellettuale nel salvaguardare la democrazia e la libertà, i valori per cui s'era battuto sempre. Sicchè ha auspicato che il prezioso volume venga diffuso e letto nelle Scuole e presentato alla cittadinanza, in un momento di confusione ed incertezza anche per la classe degli intellettuali oggi poco attivi e trincerati in una morbida e prudente cautela...

La serie degli interventi si è conclusa con Vittoriano Solazzi, il quale condivide entusiasmo e passione con cui s'è cercato in quest'occasione di illustrare il lavoro fin qui fatto, il discorso dell'assessore Marchegiani sulla grave crisi economica ed epocale che priva intere generazioni dei diritti alla comunicazione e al futuro. La dimenticanza del passato oggi è nella deriva quotidiana del presente,per la superficialità e la velocità del vivere in parte causata dalla globalizzazione, incapace di tracciare delle linee prospettiche, immaginando e costruendo come fecero Volpini ed altri illustri personalità del passato.

Non si può lasciare la formazione degli studenti e dei giovani alla tempesta reale e alla supertecnologia del vivere quotidiano in cui nessuno ascolta più l'altro. Il ruolo dei maestri e dei testimoni come Volpini, senza alcuna enfasi retorica, consiste nel dotarsi di veri modelli non superati per formare civilmente le nuove generazioni.

Un volume come questo può rappresentare, dunque, uno strumento per mettere una goccia vitale nel deserto culturale che stiamo vivendo, partendo da Fano, dal luogo in cui Volpini (nato a Rosciano di Fano il 29 novembre 1923 e morto l'11 gennaio 2000) ha vissuto ed operato per trovare alcuni validi ed utili punti di riferimento. "Ringrazio di cuore – conclude Solazzi – tutti gli intervenuti, i relatori e i giornalisti presenti, Francesco Torriani ed i soci del Circolo Maritain di Fano a nome dell'Assemblea Legislativa delle Marche."

Vincenzo Prediletto

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