Parlare di fisica nel mio Liceo di Giovanni Volpini

Giovani Volpini Parlare di fisica nel mio Liceo

 

Sono stato invitato a parlare sul tema "L'acceleratore LHC del CERN: dalla ricerca fondamentale alle applicazioni per la società" in occasione delle tre giornate di autogestione che gli studenti dei Licei Classico, Linguistico e delle Scienze Umane di Fano organizzano da tre anni, con il dichiarato intento di dimostrare la propria voglia di studiare e di impegnarsi.
Vengo accolto dai ragazzi dell'organizzazione, tutti con le magliette con le immagini di Falcone e Borsellino (cui è intitolato il campus scolastico) e il badge "staff" orgogliosamente mostrato.
Ripenso alle assemblee di istituto dei miei tempi che diventavano il più delle volte un'occasione per fare bisboccia, o, per i più intellettuali, per il gioco degli scacchi.
Mi raccontano che in questi tre giorni i novecento studenti dei tre istituti partecipano a circa 150 "laboratori" tenuti dai loro professori, da relatori esterni -come nel mio caso- o dagli studenti stessi. La preparazione ha occupato il loro tempo libero di molti mesi.
Scorro la lista: leggo temi complessi, attuali, importanti, come "I conflitti dell'Adriatico – Le guerre nell'exJugoslavia 1991-1999", "Conosci te stesso – psicoanalisi e cultura greca" o "I nuovi media e la democrazia". Ci sono anche argomenti un po' meno impegnativi, come "Speed dating: incontri lampo" o numerosi seminari di ballo e cucina, ma aspettarsi un programma simile al sommario di MicroMega sarebbe stato quasi mostruoso.
In aula, venti o trenta studenti ascoltano la mia presentazione, senza distrarsi, senza parlare fra loro, senza chattare o messaggiare. Mi capita di rado nelle riunioni di lavoro, dove di solito la metà degli astanti è tutta presa a fare altro con i propri notebook. Segue una discussione con domande azzeccate e incuriosite.
Me ne vado dopo avergli fatto i miei complimenti, veramente impressionato. Penso che tanta maturità, capacità e passione meritino un paese diverso: e gli auguro di essere in prima fila a costruirlo.

 

 

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