NATALE A L'AQUILA

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PER QUESTO DEVI VENIRE

di Mario Narducci

Siamo la città devastata
Delle attese scorate
Dei sogni disintegrati
Dell'anima dispersa
La città indifferente
La città rassegnata
Passioni sbriciolate
Come i muri delle vecchie case
Siamo la città divisa
Orto chiuso a ciascuno
La città disamorata
Che ha ucciso il suo domani
Siamo il grido dei senza voce
Gli uomini invisibili
Ai satrapi del profitto
Siamo meno di niente
Sul piatto della bilancia
Che non ha pesi né cose
Da vagliare. Siamo i resti
Di un feroce tsunami
Ma per Te siamo tutto:
Anche la ragione
Della tua venuta
Per questo non tardare
Ricomponici pietra su pietra
A partire dal cuore.

Mario Narducci

 

Mario Narducci racconta L'Aquila d'oggi, dopo il 6 aprile 2009, ancora nel dramma e nella preghiera. L'invocazione si ricongiunge a Betlemme di ieri e dei nostri giorni con la commozione per il Bambino Gesù. Narducci già con il suo testo poetico, "Tempo di passione. Lamento per L'aquila ferita" (IAED Edizioni, 2010), poi con il fascicolo 12, Agosto 2009 della rivista "Novanta9" ha parlato della città e degli aquilani. Ora, lancia un appello di ricomposizione del tessuto antroplogico e il canto della speranza visibile.

 

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