La messa per l'inizio del ministero petrino del vescovo di Roma Francesco

Piazza San PietroQuasi duecentomila fedeli, assieme alle delegazioni venute da tutto il mondo, in questa mattina di sole, dopo giorni di freddo e pioggia, hanno seguito i riti della santa Messa per l'inizio ufficiale del ministero petrino di Papa Francesco. Due aspetti colpivano guardando il "popolo di Dio" in Piazza San Pietro: i colori e lo sventolio delle bandiere di tantissimi paesi del mondo e il silenzio durante tutti i riti, a sottolineare l'importanza del momento, la spiritualità dei riti, che trascendevano uomini e storia, ma segnavano l'unione fra il "popolo di Dio" e il suo Pastore. L'insieme dei partecipanti, i Cardinali, i potenti del mondo,scomparivano di fronte a Francesco, un tutt'uno con il suo "popolo" in preghiera. La liturgia secolare, semplificata in molte parti, testimoniava la forza della tradizione della Chiesa, ma anche l'attesa del nuovo e la totale disponibilità verso l'umanità intera. Nella sua omelia ( letta integralmente, cosa che molti osservatori dicevano forse pesare un po' ad un Papa che ha dato segni di amare parlare a braccio)che partiva da Giuseppe e dal suo compito di custos, affidatogli da Dio " custode di Maria, custode di Gesù, custode della Chiesa", si intravede il disegno pastorale di Francesco, la Chiesa come custode dell'umanità, disponibile al progetto di Dio, non tanto al proprio. E poi " Cristo! Custodiamo Cristo nella nostra vita, per custodire gli altri, per custodire il creato!" E ancora " La vocazione del custodire, però non riguarda solo noi cristiani ... ", ancora " E' il custodire l'intero creato, la bellezza del creato". E qui ricorda San Francesco. Il tema del creato ritorna spesso nelle parole del Papa anche quelle pronunciate nei giorni scorsi. Custodire gli, uomini, i bambini, le donne, gli anziani " Perché tutto è affidato alla custodia degli uomini!". Temi già espressi prima dell'omelia in uno straordinario e accorato messaggio inviato ai fedeli argentini riuniti in preghiera nelle Plaza de Mayo a Buenos Aires. L'altra parte dell'omelia di grande importanza è quella dedicata al potere " Non dimentichiamo mai che il vero potere è il servizio e che anche il Papa per esercitare il potere deve entrare sempre più in quel servizio che ha il suo vertice luminoso sulla Croce!"
Un'omelia intrisa di speranza, dedizione, umiltà, fede. Quasi un manifesto, una dichiarazione di intenti. Giudicandola da laici,
Poi alla fine dei riti, incontro in san Pietro, con le delegazioni estere. Anche qui semplicità, simpatia, senso dell'accoglienza. Alle sue spalle la magnificenza delle colonne beniniano. Vedendo sfilare le delegazioni, si potevano leggere problemi del mondo, i drammi dell'umanità ed anche le difficoltà per superarli.
Ancora il Papa, venuto "dall'altro mondo" non ha accennato a quei problemi. Aspettiamo l'incontro fra tre giorni con gli Ambasciatori accreditati. (Angelo Sferrazza)

 

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