ANGELO SFERRAZZA | MARTEDI' 8 DICEMBRE 2015 | ORE 11.00

NEL GIUBILEO DELLA MISERICORDIA. IL JOURNAL CONTINUO DI ANGELO SFERRAZZA DALLA SALA STAMPA VATICANA

 

Roma 8 dicembre 2015 Giubileo della Redenzione - Apertura della Porta SantaGiornata storica questa dell'otto dicembre festa dell'Immacolata Concezione e apertura della Porta Santa della Basilica Vaticana per l'inizio del Giubileo della Misericordia. Da ricordare. Un Giubileo che si distacca da tutti gli altri, che lascerà un segno profondo nella Chiesa e non solo nei credenti. Come è stata vista la cerimonia in sala stampa vaticana, da vecchi (i sempre informati) e giovani cronisti, i così detti "vaticanisti"? Qual'era il clima che si respirava fuori fra i fedeli, ma anche fra quelli che dovevano pensare alla loro sicurezza? Diciamolo subito. Nei giorni precedenti, pur con misura e riservatezza, in sala stampa si tagliava con il coltello la tensione e la preoccupazione. Il "piano sicurezza" è stato testato domenica 6 in occasione dell'Angelus e tutti a guardare come funzionava.

File lunghissime in via della Conciliazione e negli altri due varchi.

Tutto si svolgeva con calma e serenità, ma molto lentamente pur con un numero di fedeli e turisti assai inferiore rispetto alle domeniche precedenti. Martedì mattina i controlli sempre attenti e minuziosi sono stati più veloci. Un' alta professionalità fra le forze dell'ordina, carabinieri, polizia ed altri corpi. Una esposizione di divise, dalle mimetiche dei militari dell'Esercito ai carabinieri in mantella rossa e sciabola e poi Croce Rossa, protezione civile, volontariato e tanti mezzi della CRI, dei Vigili del fuoco e dei Vigili Urbani . Un apparato di sicurezza visivamente e operativamente impeccabile. Ma ciò che colpiva di più erano i fedeli: tranquilli, sereni, partecipi. Nessuno dava l'impressione di aver paura, nessuno si guardava intorno circospetto.

Chi si avviava verso la Basilica di San Pietro, lo faceva per fede, una fede vera, viva, forte. Aveva messo da parte la paura, aveva già nei fatti anticipato quanto papa Francesco dirà nell'omelia :" Abbandoniamo ogni forma di paura e di timore, perché non si addice a chi è amato; viviamo, piuttosto, la gioia dell'incontro con la grazia che tutto trasforma". Guardando le persone che si avviavano verso la Piazza, mi è tornata alla memoria con quanta fede e partecipazione si pregava durante i giorni terribili del '43/'44.

Era la stessa fede.

L'apertura della Porta, quelle mani, senza più il martello, che spingevano e poi quell'abbraccio fra papa Francesco e Benedetto XVI. E poi le parole serene dell'Angelus e l'applauso contenuto, silenzioso. Quasi un proseguo della liturgia. In sala stampa, lo stesso silenzio, la stessa compostezza, la stessa partecipazione della piazza. Tutti si sono staccati dalla tastiere, molti si sono segnati, cosa che non accade spesso. Ma soprattutto messo da parte il "sai l'ultima sul processo ...". Le parole di papa Francesco avevano conquistato tutti, anche le vecchie volpi. " Quest'Anno Santo Straordinario è anch'esso dono di grazia. Entrare per quella Porta significa scoprire la profondità della misericordia del Padre che tutto accoglie e ad ognuno va incontro personalmente. Sarà un anno in cui crescere nella convinzione della misericordia". Angelo Sferrazza

 

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