MARCO BARTOLNI | STORIA DELLE CARTOLINE ILLUSTRATE DI FANO

Cartoline antiche da Fano di Marco Bartolini

La storia e gli albori di un fenomeno tipico XX secolo

Oggi iniziamo questa rubrica sul mondo della cartolina illustrata, un fenomeno tipico e circoscritto del ventesimo secolo, infatti le cartoline illustrate nascono nell'ultimo decennio del 1800 sotto spinta dell'industria tipografica privata che proprio in quegli anni compiva grandi progressi nella tecnica litografica della riproduzione delle immagini.


In Italia la prima cartolina illustrata di Fano appare nel 1896.

 

All'inizio la tariffa di spedizione fu poco chiara perché le cartoline illustrate potevano contenere al massimo cinque parole considerate "convenevoli" oltre all'indirizzo del destinatario, la firma e la data, come le "stampe " che erano tariffate 2 centesimi. Se si scriveva di più allora venivano tassate come le cartoline postali statali, a 10 centesimi. Per evitare confusione si barrava con un tratto di penna o matita la dicitura "cartolina postale italiana" sul retro delle stesse equiparando così la tariffa a quella delle "stampe" ridotta appunto a 2 centesimi.


Gli acquirenti furono all'inizio persone abbienti ma poi per il basso costo l'uso si diffuse praticamente a tutta la popolazione nello scambio di saluti, auguri, sempre più informali fino ad includere messaggi di vario tipo. Dal 1906 infatti il retro fu diviso in due parti: a destra solo l'indirizzo e l'affrancatura e a sinistra uno spazio più ampio per scrivere. Nel 1931 il formato passò da 14x9 cm a 15x10,5 cm e verso la fine degli anni 30 la qualità di stampa crebbe e le cartoline divennero vere e proprie fotografie.
Dopo il secondo conflitto mondiale le tirature aumentarono a dismisura e negli anni '60 le immagini diventarono a colori con la stampa rotocalcografica. Il consumo di cartoline cominciò a ridursi verso la fine del secolo, fino al tracollo dei primi decenni del 2000 con l'avvento della posta elettronica e della messaggeria istantanea: l'SMS. Oggi la produzione di cartoline paesaggistiche è quasi cessata.
Fin dall'inizio è nato anche il collezionismo, la prima esposizione mondiale della cartolina illustrata si tenne proprio in Italia, a Venezia nel 1899. Numerosi appassionati in tutto il mondo raccolgono sia le varie tematiche: fiori, animali, attori, militari, erotiche, auguri.... che quelle paesaggistiche, città paesi e borghi.

Anche nella nostra città molti sono i collezionisti che si dedicano alla raccolta degli esemplari che riguardano la propria città natale.


Ma, qualcuno potrebbe dire: Cosa ci spinge a collezionare immagini proprio del posto dove si è nati, visto che si conosce benissimo?


Vero. Ma forse proprio perché lo si ama che siamo spinti a cercare le immagini di un passato anche lontano, (le prime cartoline hanno ormai più di 110 anni) come lo hanno visto i nostri padri e i nostri nonni, i luoghi trasformati, gli edifici scomparsi, come erano le strade e i fanesi di un tempo, come erano le spiagge quando c'era lo stabilimento balneare, così come erano affollatissime negli anni ottanta quando ancora un poco le ricordiamo...

Ma il divertimento può essere suscitato anche dalla scoperta dell'identità di qualche mittente o destinatario di queste missive, e la ricerca di queste identità può dare delle soddisfazioni come vedremo le prossime volte su questa rubrica.


Nel frattempo a corredo di questa breve introduzione, ecco una delle più antiche e conosciute cartoline di Fano, spedita il 6 ottobre 1900, tratta da una foto del primo fotografo di Fano, che era un dilettante, il nobile capitano Gaetano Baviera, al quale, di recente (2012) è stato pubblicato uno studio approfondito a cura dell'Associazione Università dei Saperi dal titolo "G. Baviera, fotografo in Fano" che prende in esame le lastre dei negativi tuttora conservate nell'Archivio fotografico della Biblioteca Federiciana.

 

Cartoline da Fano | nobile capitano Gaetano Baviera, fronteCartoline da Fano | nobile capitano Gaetano Baviera, retro

 

Il fotografo non a caso ci offre un immagine più suggestiva della "cascata della Liscia" facendo comparire sulla destra il pastore che porta a pascolare le tre pecore sull'erba del declivio che delimita il porto canale. Da notare il lavatoio sull'altra sponda dove alcune donne sono impegnate nel lavoro quotidiano. In alto, alcune persone dal ponte "Astalli" dove passa la strada corriera per Pesaro, sembrano sostare a guardare la scena.

 

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