Gradimento e notevole partecipazione del pubblico alla Tavola Rotonda "Dove va la filosofia?" presso la Saletta Rosa di Palazzo Mastai

 

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Con l'intervento ricco di spunti e sollecitazioni dell'Assessore alla Cultura e P. I. del Comune di Senigallia Simonetta Bucari, venerdì 20 novembre si è tenuto nel settecentesco Palazzo storico che diede i natali a Papa Pio IX l'atteso convegno "Dove va la filosofia?" proposto ed organizzato con cura dalla Società Filosofica Italiana – Sezione Provinciale di Ancona – , con la proficua collaborazione tecnica del Circolo di Iniziativa Culturale – Rivista Sestante di Senigallia. La sostanziosa e stimolante tavola rotonda dal non casuale titolo "Dove va la filosofia?" è stata introdotta, presieduta e moderata con stile e bravura comunicativa da Giulio Moraca, già docente al Liceo classico "Perticari" di Senigallia, il quale ha dato il benvenuto ai tre relatori ospiti, Paola Mancinelli, docente di storia e filosofia presso il Liceo scientifico "Galilei" di Ancona, Michele Della Puppa, docente di storia e filosofia presso il Liceo scientifico "Savoia" di Ancona e Vittorio Mencucci, filosofo già docente al Liceo classico "Perticari" di Senigallia, presentandone brevemente i rispettivi temi al numeroso e qualificato pubblico di professionisti, intellettuali e soci del Circolo che hanno riempito quasi del tutto l'accogliente Saletta rosa di Palazzo Mastai. Oggi, nell'età delle incertezze, ha subito precisato il prof. Moraca, è legittimo chiedersi dove stia andando la storia e dove stia andando la filosofia. Dobbiamo, inoltre, ribadire il valore della conoscenza, di contro all'ignoranza che fa più male della cattiveria. La conoscenza, non essendo qualcosa di astratto, si svolge su vari piani: sociale, politico, scientifico, interiore e spirituale. La tavola rotonda senigalliese, sapendo del carattere inesauribile della tematica, ha affrontato solo alcuni di questi piani: il teologico, lo scientifico, l' etico. E' così intervenuta per prima la prof.ssa Paola Mancinelli, la quale ha relazionato sul pensiero di Pierangelo Sequeri, mettendo in evidenza come la teologia, pur facendo riferimento al dato rivelato, non sia immobile in una presunta verità definitiva, espressa in formule ripetitive, ma sia in un cammino dinamico, denso di interrogazioni esistenziali, in una costante dialettica con altre teologie e con la molteplicità delle filosofie contemporanee. Non sussiste alcun monopolio della Verità. La fede è azzardo e scommessa in rapporto a un Dio affidabile. Sequeri delinea una teologia anche estetica, in quanto basata su una sensibilità spirituale. In un mondo che da una parte è basato su una razionalità strumentale e dall'altra sulla idolatria, bisogna saper leggere nella polvere della storia le tracce che portano al Riscatto dell'umanità. Il prof. Michele Della Puppa ha successivamente trattato della sfida delle neuroscienze, argomento estremamente attuale e delicato, che si inserisce nel vecchio dibattito della relazione fra mente e corpo. Vi è una domanda fondamentale: come è possibile la genesi della coscienza da una realtà materiale quale il cervello? La mente è sempre stata un mistero, ma negli ultimi decenni è oggetto delle scienze empiriche sperimentali. Di qui vari tentativi, quali la mappatura del cervello o la sua simulazione da parte del computer, con un intreccio molto complicato fra tecnologico e biologico, che ha reso possibile parlare di "post-umano". Da un lato le neuroscienze possono offrire grandi progressi medici, quali la psiconeurologia e la possibilità della chirurgia psichica; dall'altro presentano il pericolo di concepire l'uomo macchina, riproponendo il problema filosofico e religioso del libero arbitrio. "La ripresa del discorso etico nel post-moderno" è stato quindi il tema del prof. Vittorio Mencucci. La sua relazione, che ha spaziato lungo tutto il pensiero contemporaneo, da Habermas e da Apel, attraverso Maritain, fino a Jonas e a Ricoeur, ha messo a fuoco la richiesta di eticità in un mondo che a tutti appare in profonda crisi. Vivendo in un estremo politeismo dei valori, dobbiamo ricercare una Ragione critica, dimostrativa e argomentativa, capace di giudizi valutativi, pur nella relatività della storia. L'etica è una costruzione che, nella non immutabilità dei valori, risulta infinita e molto faticosa. E' nostro dovere procedere alla sua costruzione. Sappiamo benissimo che non tutti sono cristiani, ma nella massima evangelica dell'amore per il prossimo troviamo un saldo punto di riferimento, che si traduce nel principio laico e condiviso del principio di responsabilità, in riferimento sia alle risorse non illimitate del pianeta, sia in riferimento a chi è socialmente emarginato. L'emarginazione sociale non può essere in alcun modo tollerata. A conclusione dei tre stimolanti contributi critici, il moderatore Moraca ha lasciato ampio spazio alle interessanti domande del pubblico molto attento e concentrato, dando vita ad un vivace e proficuo dibattito. Molti ed apprezzabili gli interventi , sia per chiedere approfondimenti e chiarimenti su quanto detto, sia per un confronto dialettico con i relatori. Il pubblico senigalliese ha manifestato l'esigenza di altri incontri filosofici. Dopo aver ringraziato di cuore i tre relatori e tutti i presenti, il prof. Moraca ha giustamente osservato che dalla base è scaturita una genuina domanda di filosofia, di cui non possiamo non tener conto per il prossimo futuro.


A cura di Vincenzo Prediletto

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