Conversazioni di Palazzo Petrangolini estate 2016

 

Festival Musica Antica 

Festival Musica Antica XLVIII Ed. Urbino 2016 Urbino

Un altro grande successo del Festival di Musica Antica sostenuto dalla FIMA, 16-26 luglio, quindici concerti a Palazzo Ducale e nel Salone Raffaello, quattromila spettatori, il tutto esaurito di una complessa manifestazione internazionale di esecutori, di docenti e di allievi corsisti, che chiuderà alla grande il 15 agosto alle 18,30 con un Concerto narrato, "La Spada e le Muse", Del cantar capituli e sonecti per l'illustre corte d'Urbino, i più celebri brani del quattro-cinquecento urbinate e le cronache in rima da Giovanni Santi ad Angelo Galli, con l'Ensemble Bella Gerit, diretto dai fratelli Simone ed Enea Sorini voce narrante, Claudia Viviani canto e arpa, Daniele Bernardini flauto e Gianni La Marca viola.

 

Musica antica e grandi solisti

Nel corso del Festival ci sono stati momenti alti di rappresentazione e di spettacolo con "In dulcedine et ardore" del soprano Lia Serafini e di Maria Cleary all'arpa a Urbino e a Urbania al Barco Ducale; inoltre "Un rumore magnifico", musiche del Seicento per cornetto, violino e tromboni, del gruppo Concerto Palatino con Bruce Dickey al cornetto, Veronika Skuplik al violino, Charles Toet e Joost Swinkels ai tromboni, e Marc Szelest all'organo; ed ancora nel Cortile d'Onore la European Union Baroque Orchestra fondata nel 1985 con Lars Ulrik clavicembalo e direzione, Bojan Cicic maestro di concerto, Jan Van Hoecke al flauto dolce e tanti altri solisti su "Handel e i suoi concorrenti londinesi".

 

Chi ha partecipato

Fra concertisti docenti e allievi erano circa quattrocento nei dieci giorni, musicisti europei di fama e giovani e adulti di ogni parte del mondo a studiare a Urbino, a rendere onore alla città e ad ascoltare la musica, che porta il segno della pace e dell'armonia. 280 gli allievi e 30 i docenti in grande collaborazione. Si parlavano tanti idiomi e lingue, e dialetto urbinate in quanto per molti la partecipazione è pluriennale. Penso, fra gli altri, al prof. Andrea Damiani, e con affetto alla memoria di Lavinia Bertotti, storica docente di canto ai corsi urbinati. Una novità di quest'anno: una significativa partecipazione di giovani flautisti, quasi come ai tempi della fondazione del Festival nel 1968. In ogni via della città, in ogni luogo d'arte, in ogni angolo visuale si sentiva e si vedeva suonare il flauto.

 

A Palazzo Petrangolini

Da quando nel Festival sono stati istituiti gli incontri musicali delle Armonie al Crepuscolo, delle ore 19, in varie piazze e giardini della città, il Cortile di Palazzo Petrangolini è stato in primo piano grazie al Circolo Acli-Centro Universitario. Era il luogo dei seminari estivi di filosofia e di teologia di don Italo Mancini e di Carlo Bo, che raccoglieva duecento partecipanti.

Ogni anno il concerto aveva un risvolto d'occasione: varie volte il vento che faceva volare gli spartiti, la pioggia che arrivava e subito scemava, i giovani autorevoli protagonisti delle loro esecuzioni - più decisi gli orientali, più enigmatici quelli del continente australe – oppure concerto al chiuso nel salone del Circolo, come l'ultima volta, qualche giorno fa, il 26 luglio, un pienone, duecento persone in un luogo dall'acustica perfetta. Però con un clima un po' sospetto, professorale, stringato, serio, con molti urbinati.

L'atmosfera si è sciolta quando studenti e professori si sono fusi nei piccoli complessi. Ecco d'improvviso Musiche di Corelli, sonata a tre, al clavicembalo Nicola Procaccini, al violino Eliza McCracken e Sarah Papadopoulos, al violoncello il prof. Luca Tacardi, una musica incandescente. Di seguito altro complesso ben organizzato: al clavicembalo Cecile Blais, ai violini Svetlana Grinfeld e Gudrun Knapp, al fagotto Matteo Bonfatti, un allegro intenso, applaudito. E così per il fuoco finale delle musiche di Talemann, dal Concerto n.1, largo vivace con intensità, applausi, al clavicembalo Nicola Procaccini, al violino Svetlana Grinfeld, al violoncello Luca Taccardi, al flauto traverso Stefano Polizzi.

Non vanno dimenticati gli studenti solisti: Arianna Radaelli al clavicembalo, all'arpa Hanna Lane e voce Susanna Coppotelli, al clavicembalo Collin Shay, al clavicembalo Manuel Dahme, sempre al cavicembalo Hayao Soneda. L'ambiente cordiale del pubblico, la tensione emozionata dei musici. Con questo pensiero convincente del giornalista Piefrancesco Giannangeli nel Carlino del 26 luglio 2016 (Urbino capitale della musica antica): "Urbino Musica Antica dimostra, ogni anno di più, che il pubblico della musica antica non è fatto solo di eccentrici specialisti o di altrettanto originali spettatori, quanro piuttosto di schiere sempre più ampie per le quali la musica, nel suo complesso, è una passione da coltivare, qualunque essa sia. I tanti giovani presenti al festival sono stati probabilmente la testimonianza più evidente e incontrovertibile di questo discorso." Musica Antica di Urbino è' un festival aperto. (Ga.Mo.)

 
Patrocinio
Università degli Studi di Urbino Carlo Bo
Unilit – Università Libera Itinerante Collegata all'Università degli Studi di Urbino Carlo Bo

Fanocittà | 28 luglio 2016

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