FESTIVAL GIORNALISMO CULTURALE IV Edizione

Immagini e immaginario del patrimonio culturale italiano

Urbino 13-14 ottobre, Fano 15-16 ottobre 2016

Prolusione del Magnifico Rettore VILBERTO STOCCHI - Università degli Studi di Urbino Carlo Bo

 

FESTIVAL GIORNALISMO CULTURALE FANO

 

Una proposta anche per le Marche

Siamo giunti alla quarta edizione di questo Festival del Giornalismo Culturale, un evento che si sta affermando nel panorama nazionale e oltre.

Merito di una conduzione vivace che coniuga ricerca e professionalità, entrambe ben rappresentate dalla professoressa Lella Mazzoli e dal giornalista Rai Giorgio Zanchini: una coppia collaudata e capace, ogni anno, di proporre un programma di elevato spessore e di offrire nuovi spunti e stimoli alla discussione.

E anche in questa edizione ci troviamo di fronte a personaggi di assoluto rilievo, sia nella qualità che nel numero davvero significativo di relatori che animeranno il dibattito di queste giornate urbinati e fanesi.

 

 

Un immaginario per l'Università e il territorio

Un tema, quello della quarta edizione, sicuramente coinvolgente e di grande attualità, in una Italia che ha l'obbligo di riscoprire la sua identità fatta di arte e di cultura, l'unico patrimonio che al momento possa aiutare il Paese a compiere quel salto di qualità che è nelle aspettative di tutti.

Un patrimonio, reale e immaginario, che ci ha consegnato la nostra civiltà classica e che non per caso trova, anche in questo scenario naturale che ci ospita, uno dei suoi momenti più alti.

 

 

Dalla Sala del Trono alla Sala delle Veglie del Palazzo Ducale

Se gettiamo lo sguardo, non solo metaforico, a quella porta del Salone in fondo, ebbene entreremo con lo sguardo, ma anche con la mente, in quella Sala delle Veglie ove si davano convegno gli spiriti più illustri del tempo, da Bembo al Castiglione, per parlare di arte, di filosofia, di scienze matematiche.

 

Si discuteva della formazione del vero cortigiano, dialoghi poi confluiti in quel grande libro europeo su cui Amedeo Quondam ha dibattuto; quel Cortegiano ambientato a Urbino nel 1506: una circostanza felice che accomuna anche la nostra Università, che trasse linfa dallo Studio che nacque proprio nello stesso anno, come è certificato dalla Bolla di Giulio II.

 

 

Il mito del "Cortegiano"

Un libro, il Cortegiano, che contribuì a creare il mito della corte urbinate, e che si
configura come un crogiuolo di idee e di ammaestramenti da cui nasce la figura di un homo novus. Un libro che diventerà in poco tempo il best seller del XVI secolo, con Baldassarre che ne distribuì le prime copie manoscritte, prima di divulgare le innumerevoli edizioni a stampa, sottoposte a un processo di normalizzazione linguistica.

 

Ecco, questo è un primo esempio di come si voleva comunicare il Palazzo, inteso come luogo di dibattito e di discussione e inteso come luogo della politica, perché il Cortegiano è una risposta al periodo di crisi degli antichi Stati italiani, acuitasi con la discesa dei Francesi in Italia.

 

Dopo queste suggestioni letterarie, è il caso di immergersi in un altro crogiuolo intellettuale contemporaneo, che conferma anche quest'anno la presenza di testimoni autorevoli che in vari campi del sapere ci condurranno a dibattere su un tema di estrema importanza: il rapporto media e patrimonio culturale italiano.

 

 

Il contesto d'oggi

Siamo infatti tutti ben consapevoli che per il nostro Paese questo tema rappresenti in primo luogo una affermazione della nostra identità, ma anche una risorsa economica non indifferente. E' per tale ragione che questo ambito necessiterebbe da parte del Governo di una scelta di campo forte che conduca a maggiori investimenti e a porre maggiore attenzione a quella che si presenta come una vera e propria opportunità.

 

Ma accanto a queste legittime richieste di attenzione, esiste anche un problema legato alla necessità di individuare nei media chiavi comunicative adatte ai vari tipi di pubblico, qualificando l'opera di divulgazione, che oggi non può essere generalista. Si deve prendere coscienza che occorre maggiore professionalità e consapevolezza del ruolo che riveste la comunicazione in quest'opera di divulgazione e di informazione: un aspetto che in altri Paesi appare più sviluppato.

 

 

L'Osservatorio News-Italia

Le indagini che sono state condotte nel nostro Ateneo da parte dell'Osservatorio News-Italia diretto da Lella Mazzoli, che ha visto, tra gli altri, il contributo dell'Istituto Centrale per il Catalogo Unico delle Biblioteche Italiane del MIBACT, così come le analisi condotte da Vincenzo Trione dell'Università IULM di Milano, cercheranno di porre l'attenzione su questo aspetto della questione. I dati di queste ricerche saranno nel pomeriggio da Peter Aufreiter, Direttore della Galleria Nazionale e del Polo Museale delle Marche, come discussant.

 

La promozione dello sviluppo della cultura e la tutela del paesaggio e del patrimonio storico e artistico sono del resto previsti da un articolo della nostra Costituzione, il nono, e in una civiltà attraversata da una comunicazione continua, la ricerca di metodi efficaci per raggiungere un pubblico sempre più ampio mi sembra un obiettivo da perseguire con grande vigore.

 

 

Le forme della cultura

Credo altresì che il concetto di cultura vada inteso in maniera ampia, e che questo patrimonio debba comprendere anche esempi di beni immateriali come le tradizioni popolari, di usanze eno-gastronomiche, di aree non organizzate quali le arti visive e gli spettacoli dal vivo, perché "l'uomo si salva solo coltivando varie aiuole dell'orto, non una sola", come è solito ripetere Andrea Carandini, intellettuale e grande studioso di archeologia.

 

In questo scenario giocano un ruolo strategico i "nuovi" media di comunicazione, che possono essere in grado di promuovere le varie sfaccettature che compongono il patrimonio culturale italiano, anche con una azione rivolta al più ampio contesto internazionale. Sì, perché proprio attraverso questi canali saremo in grado di intercettare un pubblico sempre più ampio e interessato a fruire di quel giacimento di beni che ci viene invidiato dalle altre nazioni.

 

 

Marche museo a cielo aperto e diffuso

La nostra terra è infatti un enorme serbatoio di testimonianze del passato, una Wunderkammern, un Museo a cielo aperto e diffuso che va comunicato con un'azione di pianificazione congiunta da parte delle Istituzioni pubbliche e dei settori del privato e del sociale. Solo così la cultura potrà sarà capace di attivare percorsi virtuosi anche in campo economico.

Si rende dunque necessario ricorrere ad interventi strutturati, evitando in questo campo una parcellizzazione degli interessi e di conseguenza delle risorse. Spesso si preferisce infatti operare in maniera separata, senza pensare a nuove forme di promozione che facciano rete.

 

 

La rivoluzione dei giacimenti culturali

E' necessario attivare un percorso virtuoso tra conoscenza, ricerca, arte, tutela e occupazione, una vera rivoluzione copernicana, che trasformi questi giacimenti di un passato glorioso spesso considerati come ingombranti beni produttivi da mantenere – in beni produttivi che possano contribuire alla crescita reale del Paese.

 

Oggi è anche necessario riflettere su un nuovo modo di concepire il patrimonio culturale come un aspetto significativo di uno sviluppo sostenibile intimamente legato alla nostra storia e alla nostra identità

 

 

Il ruolo del ROF

Un significativo esempio è rappresentato dal ROF, evento di fama internazionale, ben studiato da docenti del nostro Ateneo nelle sue implicazioni economiche e nel suo bilancio sociale come produttore di beni immateriali, quali la ricerca musicologica, il linguaggio visivo e la promozione del territorio, merito di una efficace strategia comunicativa.

 

 

I tanti paesaggi culturali delle Marche

Qualche tempo fa mi sono ritrovato fra le mani un'inchiesta giornalistica (Messaggero Marche del 24 settembre 2015) incentrata sul livello di percezione delle Marche da parte di alcuni intellettuali. La nostra regione è una terra di grandi armonie e di consonanze geografiche e spirituali e che disponiamo di un patrimonio culturale, inteso nel senso più ampio del termine, di grande attrattività: la presenza di paesaggi incontaminati e di itinerari scanditi da testimonianze architettoniche di grande rilievo e da eccellenze enogastronomiche genera suggestioni che stimolano nuove opportunità di interazione fra turismo, identità locale e patrimonio artistico.

 

 

Il controtempo dei marchigiani

Ebbene, mi ha colpito una risposta tra le altre: "Le Marche hanno la fortuna di essere poco collegate e poco presenti sui media". Espressione rafforzata dal poeta Davide Rondoni, che ha detto di amare "il tempo marchigiano, un controtempo rispetto all'Italia". Ma davvero questa "resistenza", questa salvaguardia, l'essere fuori dal grande turismo di massa possono essere considerati un aspetto positivo? Si tratta di frasi suggestive, che sembrerebbero mettere in dubbio l'utilità delle nostre operazioni comunicative, al limite del paradosso. Ma di questo lascio a voi l'interpretazione.

Vilberto Stocchi

 

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Programma del Festival del giornalismo culturale (Urbino 13-14 ottobre, Fano 15-16 ottobre 2016)

Il 13 ottobre 2016, a Urbino, Il Festival vivrà uno stimolante prologo con Vittorio Sgarbi, Carlo Vulpio, seguito da un omaggio al Cortegiano affidato a Amadeo Quondam.

L'indomani, il 14 ottobre alle 15,30, il Festival prederà ufficialmente il via nel Salone del Trono di Palazzo Ducale.
A una introduzione musicale con Isabella Orazietti (soprano) e Tamar Giguashvili (pianoforte), faranno seguito i saluti del Sindaco di Urbino Maurizio Gambini e del Presidente del Consiglio Nazionale dell'Ordine dei Giornalisti Enzo Iacopino e l'intervento del Rettore dell'Università di Urbino Carlo Bo, Vilberto Stocchi.
Alle 16, la tradizionale Lectio Magistralis quest'anno sarà affidata a Massimo Osanna, responsabile del maggiore sito archeologico italiano, quello di Pompei.
Ancora un breve intervallo musicale e i lavori riprenderanno con la presentazione dei dati della ricerca sui micro-musei in Italia, a cura di Vincenzo Trione.
Seguita dalla presentazione dei dati della ricerca News-Italia sulla comunicazione dei musei e su come si informano gli italiani a cura di Lella Mazzoli. Ne discuterà Peter Aufreiter. Coordinerà Giorgio Zanchini.

L'intenso pomeriggio urbinate continua, alle 18,30, con l'introduzione a "La Lettura: Cento + Cento. Le copertine del supplemento culturale del Corriere della Sera", mostra a cura di Fondazione Corriere della Sera, Comune di Urbino, Accademia di Belle Arti di Urbino. Presentazione di Gianluigi Colin e Antonio Troiano.
Alle 19, nell'Androne della Sala del Castellare l'istallazione d'arte a cura dell'Accademia di Belle Arti di Urbino ci accompagnerà al vernissage della mostra de la Lettura.
L'indomani, il Festival si trasferisce a Fano, con un programma davvero molto intenso e altrettanto interessante.
Tra le novità, l'ingresso, tra i protagonisti del Festival della Fondazione Benetton Centro Sudi e Ricerche. La Fondazione trevigiana, nella giornata di Fano, proporrà un proprio Spazio con ospiti illustri e un tema di attualità, ovvero "come comunicare la ricerca".


Info
segreteria organizzativa Festival:
www.festivalgiornalismoculturale.it
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339 8369665
Ufficio Stampa:
Studio ESSECI, Sergio Campagnolo tel. 049.663499 Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

 

Presentazione del Festival del giornalismo culturale

immagini e immaginari del patrimonio culturale italiano

Quarta edizione. A Urbino e Fano, dal 14 al 16 ottobre.

 

 

Giornalismo, cultura, patrimonio culturale. Torna il Festival del giornalismo culturale di Urbino e Fano, diretto da Lella Mazzoli e Giorgio Zanchini.
La quarta edizione si svolgerà il 14, 15 e 16 ottobre, nelle consuete sedi, il Palazzo Ducale di Urbino e il Teatro della Fortuna e la Mediateca Montanari di Fano.

 

Quest'anno il focus attorno al quale ruoteranno lectio, dialoghi, incontri, spettacoli sarà il tema che sta dominando il dibattito pubblico sulla cultura italiana: il patrimonio culturale e la sua promozione e comunicazione. Tre giorni sul rapporto tra media e patrimonio culturale, sulla comunicazione dei musei, su come si determina e quali caratteristiche assuma la percezione degli italiani sulla bellezza che li circonda.

 

Il punto di partenza sarà, come ogni anno, una ricerca dell'Osservatorio News-Italia - che risponde a una domanda davvero cruciale: "come musei e gallerie si comunicano e si promuovono e quali strumenti utilizzano gli italiani per informarsi"
Per poi costruire un percorso che permetterà al pubblico di incontrare esperti, scrittori e direttori di musei italiani e confrontarsi su un tema decisivo per il Paese e per il futuro del nostro patrimonio culturale, l'identità forse più vera e profonda dell'Italia.
Inoltre quest'anno Vincenzo Trione presenterà i dati della ricerca sui micro musei, condotta con i suoi collaboratori alla IULM di Milano.

 

La lectio di apertura sarà tenuta da Massimo Osanna, direttore Generale della Soprintendenza Pompei, archeologo e ordinario di Archeologia all'Università degli Studi di Napoli Federico II.

Un'importante mostra farà da cornice al Festival: è quella delle copertine de la Lettura del Corriere della Sera, organizzata in collaborazione con la Fondazione Corriere della Sera, che si svolgerà nella Sala del Castellare di Palazzo Ducale di Urbino dal 14 ottobre al 24 ottobre 2016.

 

"Con questa, festeggeremo – anticipano i Curatori - i 140 anni del Corriere della Sera e i 510 anni dell'Università di Urbino Carlo Bo".

 

Tra le tante iniziative, torna anche quest'anno il Concorso del Festival: una sezione sarà rivolta ai giornalisti under 35 anni e una agli studenti delle scuole superiori della Regione Marche, chiamati a confrontarsi sul tema del racconto del patrimonio culturale.

Novità di questa edizione è Sfida all'ultima pagina, contest a cui parteciperanno gli studenti delle scuole superiori della Provincia di Pesaro-Urbino, che si sfideranno a partire dal libro The Monument Men: missione Italia di Robert M. Edsel.
La sfida finale si svolgerà sabato 15 ottobre al Teatro della Fortuna di Fano e sarà condotta da Piero Dorfles. L'iniziativa è organizzata in collaborazione con l'Ufficio Scolastico Provinciale di Pesaro e Urbino.

 

Qualche nome tra le decine che saranno presenti: Peter Aufreiter, Stefano Bartezzaghi, Christian Caliandro, Massimo Cerofolini, Luca De Biase, Elena Del Drago, Piero Dorfles, Stefano Epifani, Francesco Erbani, Marco Ferrazzoli, Duilio Giammaria, Dacia Maraini, Armando Massarenti, Francesco Palumbo, Roberto Pisoni, Sergio Rizzo, Massimo Russo, Vittorio Sgarbi, Marino Sinibaldi, Giovanni Solimine, Claudio Strinati, Vincenzo Trione, Giuliano Volpe e tanti altri.

 

In collaborazione con la Fondazione Benetton Studi Ricerche sabato 15 ottobre a Fano sarà organizzato un momento di confronto sulle possibili relazioni tra il mondo della ricerca e quello dei media dal titolo "Dalla ricerca alla comunicazione".

 

La quarta edizione del Festival del giornalismo culturale, organizzata dal Dipartimento di Scienze della Comunicazione, Studi Umanistici e Internazionali e dall'Istituto per la Formazione al Giornalismo dell'Università di Urbino Carlo Bo - in collaborazione con MiBACT, Comune di Urbino e Comune di Fano, Accademia di Belle Arti di Urbino, ISIA di Urbino - è patrocinata da Camera dei Deputati, Regione Marche, Consiglio Nazionale Ordine dei Giornalisti, Ordine dei Giornalisti delle Marche.
Tante e importanti le mediapartnership: Domenica Il Sole 24 Ore, Fondazione Corriere della Sera, la Lettura Corriere della Sera, Il piacere della lettura Quotidiano Nazionale, Origami La Stampa, Pagina 99, Web TV CNR, TechEconomy, TgR RAI, Corriere Adriatico, Il Resto del Carlino Pesaro.

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