FESTIVAL DIGITALE “Valerio Volpini e la Resistenza" 25 luglio 2013

Valerio Volpini inizi anni 80 Città del Vaticano foto di Tano Citeroni

Il Festival presenta con una agile narrazione testi lettarari e contributi giornalistici di Volpini e i suoi amici, come Aldo Deli e Angelo Paoluzi.

SOMMARIO: 1. Diario di Domenica 25 luglio 1943. 2. RIMINI, RIMINI, STRATA RIMINI Racconto di Valerio Volpini. 3. LA VISITA DI MUSSOLINI E DI UMBERTO DI SAVOIA di Aldo Deli. 4. A SETTANT'ANNI DALLA CADUTA DEL FASCISMO Valerio Volpini e la cultura della Resistenza di Angelo Paoluzi.



IL DIARIO di domenica 25 luglio 1943

(coll. Gabriele Baldelli, Silvano Bracci, Gastone Mosci, Angelo Paoluzi, Enzo Uguccioni)

ROMA. Seduta del Gran Consiglio del Fascismo, ore 02,30 votazione di sfiducia a Benito Mussolini. Mussolini alle ore 16 va dal Re, che accetta le sue dimissioni e dichiara la nomina del nuovo capo del governo, Pietro Badoglio. Mussolini viene arrestato e portato prigioniero al Gran Sasso. La notizia delle dimissioni e "La guerra continua." viene data alla Radio alle ore 22,45.
L'evento predispone la Caduta del Fascismo.


URBINO. Un bel racconto di costume e di politica, dalla notizia della radio al giorno successivo, a Schieti e a Urbino, di Ferriero Corbucci nel suo "I maltagliati" (Ed. Arti Grafiche della Torre 2008, pp.68-79).

FANO. Scrive Giuseppe Perugini nel suo diario, "Fano e la seconda guerra mondiale. Da Monaco a Parigi" (Bologna 1949, p. 56): "Alla distanza di due giorni, dall'ultimo allarme, ecco che questa mattina prestissimo, alle ore 1,30, fischia la sirena; balziamo dal letto e restiamo in ascolto per circa due ore: tutto silenzio all'intorno. Si fa giorno: il bello e caldo sole investe uomini e cose. Non tutti noi, in un primo momento siamo al corrente dell'inatteso avvenimento di questa notte, né di misurarne tutta la portata. Chi si crede di sapere meglio degli altri, pare non voglia credere a se stesso. Più tardi, altri corrono di qua e di là, in cerca di Radio, per sapere notizie più precise. Si parla di un Colpo di Stato".

FANO. Giannetto Dini viene arrestato e poi rilasciato per la manifestazione pubblica di dissenso contro Mussolini. Dopo l'8 settembre aderisce ai gruppi armati della Resistenza nella zona del Catria. A seguito di un conflitto a fuoco con truppe nazi-fasciste insieme all'urbinate Ferdinando Salvalai viene catturato, imprigionato e fucilato con Salvalai a Massa Lombarda. Giannetto Dini aveva 17 anni. (Portale delle Memorie dei Combattenti Decorati della Provincia di Pesaro e Urbino).

 

 

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