Fanocittà | Festival Digitale Valerio Volpini e la Resistenza, 25-31 luglio 2013

II BATTAGLIONE DELLA LIBERAZIONE "FORTES IN FIDE"

di Aldo Deli

 CASERMA MONTEVECCHIO

Abbiamo avuto occasione di parlare, su questo foglio, dello sbandamento dell'8 settembre 1943 nelle file dell'esercito. In proposito merita ricordare un episodio che i più non conoscono. Il giorno 9 il Ten. Col. Giuseppe Cecchini aveva esortato i militari in servizio presso la Caserma Montevecchio a rimanere uniti. L'appello cadde nel vuoto; la stessa fine fece l'invito rivolto al Comando del Campo d'Aviazione di Fano dalla Concentrazione antifascista di Pesaro.

Il 16 settembre il Cecchini, uomo di profonda fede religiosa, assecondato da alcuni ufficiali, soldati e civili procedette alla costituzione di un reparto, il primo nella provincia, che venne chiamato "Battaglione della liberazione Fortes in Fide"; trasposizione in campo patriottico di un motto d'origine ecclesiale sul tipo di quelli allora usati dall'Azione Cattolica. Il reparto si andò organizzando nella zona di Mombaroccio, Monte della Mattera, Monte Marino: poche bombe a mano, due pistole d'ordinanza, alcuni fucili da caccia erano tutto lo sparuto armamento di quegli uomini. In seguito furono ottenute altre armi; ma lo scopo del Cecchini e dei suoi non era quello di passare all'attacco dei tedeschi o dei militi della RSI (che nel frattempo si andava organizzando) affrontando le incognite di una lotta civile.

Lo scopo era quello di tenere in piedi un nucleo operativo pronto a collaborare con gli alleati non appena fossero sbarcati.

Un altro nucleo di dieci uomini, col tenente Reali, si costituì a Pergola con lo stesso scopo. È da pensare che anche il citato invito della Concentrazione antifascista al comandante del campo di aviazione fanese si muovesse nella stessa logica: e cioè di mantenere libero il campo per gli aerei alleati. Proponimenti generosi, come si vede, ma che nascevano da una superficiale valutazione degli avvenimenti in corso. Essi denotano come fra molti fosse diffusa la speranza, destinata a svanire in pochi giorni, di una rapida evacuazione dei tedeschi sotto la spinta del moltiplicarsi di sbarchi alleati.

Le mosse del Col. Cecchini, che a fine ottobre disciolse il concentramento pur rimanendo in contatto con i suoi uomini, non passarono inosservate. Fino al maggio 1944 egli venne ricercato con l'accusa di diserzione e costituzione di banda ribelle. Dal primo rifugio nel Seminario Regionale passò via via ad altre sedi. Dopo la liberazione fu nella prima giunta democratica fanese; successivamente aderì al Partito Cristiano-Sociale dell' on. Bruni.

(1993)

Aldo Deli

(in "I merli di Fano", op. cit., pp. 214-5)

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