4 agosto 2013 POST FESTIVAL DIGITALE "VALERIO VOLPINI E LA RESISTENZA"

A settant'anni dalla caduta del fascismo

lAvvenire dItalia

Oggi Post Festival. Finora il programma del Festival è stato interessante: ambientato a Fano, abbiamo scritto di Valerio Volpini e della Resistenza, un bene comune l'uno e l'altra, un testimone ed una lotta di liberazione. La città aveva capito, oggi è in crisi come tutte le altre città italiane. Parlare dei temi della resistenza vuol dire spingere il vissuto ad una comprensione maggiore e motivata dell'oggi. Vuol dire riappropriarsi dell'idea di libertà, di democrazia, di carità e dare un volto nuovo alla politica. Bisogna superare le crisi che esasperano il sistema della violenza. E dire no al consumismo, alla corruzione, al malcostume, all'indifferenza. Lanciano segnali nuovi Giovanni Volpini, un ricercatore al Cern, figlio di Valerio, Nando Cecini, storico di Pesaro, Angelo Paoluzi, giornalista romano con tante proposte, Gastone Mosci, il nostro direttore, Angelo Sferrazza, giornalista dalla memoria del 28 luglio fino all'8 settembre. SOMMARIO: 1. Giovanni Volpini, Resistenza e gioventù portano la speranza. 2. Nando Cecini, Con Volpini nel gruppo di presenza culturale. 3. Gastone Mosci, Laboratorio Valerio Volpini. 4. Angelo Sferrazza, L'8 settembre / la grande paura. 5. Il Colophon del Festival. 6. UNA BELLA ESPERIENZA PER NUOVE PROPOSTE DI FESTIVAL dI Angelo Paoluzi

 

Laboratorio Valerio Volpiniper la cultura, la persona e la comunità

(A cura di Gastone Mosci)

Ancona. Il Meic delle Marche da alcuni anni cerca di approfondire, al suo interno e nel flusso di significative esperienze culturali ed ecclesiali, la proposta di un luogo di studio e di dibattito rivolto alla testimonianza civile e religiosa nel segno di un cristianesimo aperto, di un laboratorio di idee e di dialogo con la società, di una officina di incontri e di un umanesimo espressione della civiltà dell'amicizia. Questo atelier della cultura dovrebbe essere dedicato a Valerio Volpini (Fano 1923-2000), costruttore e testimone dell'epoca democratica repubblicana, comandante partigiano, scrittore, critico letterario, consigliere comunale e regionale, direttore de "Il Leopardi" (1974-75) e de "L'Osservatore Romano" (1978-84).

 

Una storia recente, di iniziative, di incontri, di amicizie.
Questo indirizzo culturale e civile si trova allineato ai grandi temi di spiritualità degli "Incontri di Loreto" con l'allora arcivescovo Angelo Comastri. Nel febbraio 2000 erano iniziati gli incontri sul tema della "Sapienzialità politica", ai quali parteciparono Vito D'Ambrosio, Mimmo Valenza. Gastone Mosci, Marcello Bedeschi, Giancarlo Galeazzi, Sauro Brandoni, Roberto Oreficini, Raimondo Rossi, Sergio Pretelli, Gianni Di Cosimo, Franco Amicucci. Un paio di incontri ogni anno su temi ben scelti insieme al futuro Cardinale Comastri: la profezia, l'utopia, la politica, la speranza, l'onnipotenza di Dio, lodare Dio, il male, la delusione, Babilonia e Gerusalemme, Gesù pienezza del tempo. Gli incontri si sono svolti fino a tutto il 2004, sempre con una cinquantina di partecipanti e nuove presenze: Piergiorgio Grassi, Marco Luchetti, Francesco Scoppola, Alberto Niccoli, Riccardo Mazzoni, Silvio Venieri, Vilberto Stocchi.

All'inizio del 2005 prende avvio, per iniziativa di Giovanni Cinelli, Giancarlo Galeazzi, Marco Luchetti, Stefano Mastrovincenzo, Gastone Mosci, Paolo Perucci, Giorgio Rocchi, Luca Romanelli, Raimondo Rossi, Girolamo Valenza, l'Associazione il "Laboratorio di Colle Ameno", presso il centro pastorale di Torrette di Ancona per organizzare ricerche e incontri sulla Costituzione repubbliana, su problemi della vita culturale regionale e sulla salvaguardia dell'ambiente con due sponde per i seminari e per la pubblicistica: a Senigallia la rivista di cultura "Sestante", legata ad una cooperativa culturale di Palazzo Mastai e al Circolo Acli; a Urbino le Conversazioni di Palazzo Petrangolini in collegamento con il Circolo Acli nel cuore dell'Università.

 

La proposta di oggi
Con attenzione all'attuale contesto sociale marchigiano, il Meic intende
promuovere la presenza di un gruppo di persone di cultura – universitari, scrittori, tecnici, professionisti, animatori pastorali - disponibili a collaborare per realizzare una rete di intellettuali che, nel dialogo interreligioso e interculturale, entrano nel vivo di questioni urgenti con proposte di "sapienza culturale" e di "nuova umanità": si tratterebbe del Laboratorio Valerio Volpini per la cultura, la persona e la comunità. Il laboratorio intende interagire, dotandosi di un "suo" strumento mediatico, con le varie iniziative di associazioni e di gruppi di impegno cristiano e civile che popolano la rete.

 

 

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