Fanocittà | Festival Digitale Valerio Volpini e la Resistenza, 25-31 luglio 2013

UNA BELLA ESPERIENZA PER NUOVE PROPOSTE DI FESTIVAL

di Angelo Paoluzi

Paolo VI Valerio Volpini

Caro Gastone, mi sembra opportuna l'idea di sviluppare una riflessione sui risultati del festival che Fanocittà ha dedicato a Valerio Volpini nei settant'anni dall'inizio della Resistenza. In primo luogo per l'attualità, la necessità di riprendere l'argomento; poi per la presenza di un buon numero, forse insperato, di collaboratori; infine, per l'originalità dell'iniziativa. Si è messo in moto un concorso di interessi socio- politici e culturali che hanno dato vita a un impegno, direicomunitario, su un tema che fa parte della nostra vicenda civile.


Perché non continuare? Magari allargando le problematiche e conferendo al sito un più largo respiro. Avanzo alcune ipotesi, a rischio di peccare di presunzione. Sempre nel nome di Volpini si potrebbe organizzare un altro festival digitale sui cinquant'anni dalla promulgazione, dicembre 1963, del primo Decreto conciliare Inter Mirifica sugli strumenti della comunicazione. Oggi ci si rende conto di quanto lM sia stata, direi, rivoluzionaria in rapporto ai mass media.


Non dovrebbe essere difficile mettere a contributo Volpini, attraverso qualche suo intervento sull'argomento, e ricordando il ruolo da lui svolto come direttore nello svecchiamento intellettuale dell'Osservatore Romano, che si aprì - anche grazie al sostegno di Paolo VI - alla cultura contemporanea e alla consapevolezza dell'importanza che sempre più assumono i media cattolici anche come filtro dell'informazione (vedi Sala Stampa della Santa Sede, Radio Vaticana, Televisione Vaticana, agenzie cattoliche, il proliferare dei siti ecclesiali). L'altro argomento è del tutto diverso. Nel 2014 si compiono cento anni dallo scoppio della prima guerra mondiale. Un avvenimento che ha cambiato, nel bene e nel male, la storia del mondo, dell'Europa e dell'Italia. Recuperare le memorie della partecipazione delle Marche e di Fano a quell'evento, ricordando sia i caduti, gli eroi, i personaggi significativi, sia il mutamento dei modi di vita causati dal conflitto. Ci saranno, credo, memorie, diari, storie:
sollecitando le capacità, anche familiari, di ricordare dei fanesi se ne potrebbe ricavare - naturalmente a partire dal prossimo anno o in preparazione del 2015, centenario dell'ingresso in guerra dell'Italia - un suggestivo festival digitale. La terza proposta è la più difficile:
riguarda Jacques Maritain, di cui Valerio era un cultore e che tu stesso conoscerai bene. Si sono compiuti lo scorso aprile quarant'anni dalla morte e scarso mi sembra, anche sulla stampa cattolica, il ricordo che se ne è avuto. Ma qui lascio la parola a te, a Valerio, a Bo, a Giampietro Dore, a Viotto e anche a Giovan Battista Montini per un'articolazione del festival. Il mio solo pensiero è: non perdiamo l'occasione che ci è stata offerta dal successo di un modello originale di dibattito culturale, i nuovi strumenti della comunicazione ne potranno essere arricchiti. (Angelo Paoluzi)

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