L'HO VISTA MORTA FANO

di Valerio Volpini

II guerra mondiale a Fano

 

L 'ho vista morta Fano, l'ho vista morta. Lacerata dalle bombe, i campa-
nili sbríciolati, le case sventrate, ai crocicchi ridotta a cumuli, la roba del-
le case sparsa o fracassata a marcire sulle macerie o sulla via. E l'indicibile in-
sopportabile fetore delle carogne che mi è rimasto a lungo nell'olfatto. Fano
con addosso l'orrore della violenza che umilia anche la più semplice intimità.
Non solo sfollata ma desolata. Sul selciato di certe vie meno esposte al sole
era cresciuta l'erba e pareva che non ci fosse più nulla d'intatto.
Quante generazioni di fanesi nei secoli hanno assistito ad una morte co-
me questa? Alla furia desolante della barbarie? Queste morti sono il risvolto
atroce di quella che chiamiamo storia. Alla mia generazione di fanesi é stato
dato di provare questo indescrivibile incubo del silenzio della città senza vita.
Come un grido restato in gola e con ogni cosa, anche l'oggetto più semplice
strappato dal suo luogo, che sembra capace di far sentire cosa, significa la fine.
Ma allora il cuore dell'attonito spettatore non era disperato.

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