La beat generation nel contesto universitario

Negli anni sessanta il mondo giovanile si trasforma. Finisce il rapporto social con l'epoca della ricostruzione del secondo dopoguerra. L'industrializzazione si sviluppa, la scuola diventa importante, Enrico Mattei con l'Eni propone le scuole professionali altamente specialistiche (liceo scientifico e Itis), il benessere si diffonde. Anche la musica con la partecipazione dei giovani assume un ruolo, la vita universitaria e la guerra del Vietnam negli USA rappresentano il momento inedito. In questo contesto anche Umberto Bultrighini, studente, poi laureato e ricercatore, interpreta la nuova condizione che è espressa dalla beat generation, dai segnali di "On the road" di Kerouac. Un semplice accenno a quelle stagioni veramente nuove va fatto anche con il riferimento al premio Nobel del 2016, Bob Dylan. La musica giovanile e di contestazione entra in dialogo con la poesia e la letteratura: una strada nuova, un canto nuovo, una felicità senza argini.

 

I Tubi Lungimiranti - 2017 II

 

Domenica sera 2 luglio, alla Tombaccia, il pubblico, fuori dal contesto corale del liscio e del tango, ha raccolto segnali rock della musica leggera italiana e d'autore degli anni settanta, specialmente Lucio Battisti e Mia Martini. I Tubi lungimiranti hanno svolto una ricostruzione storica e proposto una espressione nuova. Non tornare sui passi di un'epoca abbastanza lontana, come acquisizione di una identità di musica e di cultura, ma inserirsi in un itinerario creativo storicamente inedito nel contesto attuale. E' finito il rock?

 

 

No, il rock non è finito, ha tanti rivoli, è un luogo musicale, è un canto sempre nuovo e appagante, ma in una collocazione di interpretazione nuova. E' possibile stabilire questa ricerca?

Gastone Mosci

Submit to FacebookSubmit to Google BookmarksSubmit to Twitter