Le proposte del Terzo Settore per le politiche a sostegno degli anziani
Anziani, solitudine e nuove fragilità: serve una svolta nelle politiche pubbliche. Cohousing, mutualismo, prevenzione e servizi di prossimità al centro della città che include
Le trasformazioni demografiche, l’allungamento dell’aspettativa di vita e l’indebolimento delle reti familiari stanno rendendo sempre più evidente la necessità di ripensare profondamente i modelli di welfare per la popolazione anziana.
In questo contesto, assume un ruolo centrale il Terzo Settore, in particolare le associazioni di volontariato (OdV) e le associazioni di promozione sociale (APS), che rappresentano una risorsa fondamentale per rafforzare il mutualismo comunitario, creare legami solidali e offrire una rete di supporto diffusa e capillare nei territori.
In particolare, emerge con forza l’urgenza di contrastare l’isolamento sociale e la perdita di autonomia, promuovendo forme innovative di abitare solidale e di mutualismo territoriale.
Il cohousing rappresenta una delle risposte più efficaci: un modello abitativo che favorisce la condivisione, la solidarietà quotidiana e l’economia di scala nei servizi. Accanto ad esso, è fondamentale valorizzare i centri di aggregazione per anziani, trasformandoli in veri hub sociali di quartiere, con la presenza integrata di animatori sociali, assistenti di comunità, assistenti sociali, “portinai sociali” e figure di supporto condominiale. L’assistente sociale, in particolare, ha un ruolo chiave nel coordinare gli interventi, attivare le risorse del territorio e costruire progetti personalizzati di presa in carico.
Un ruolo fondamentale lo giocano anche gli esercizi commerciali di prossimità, in particolare gli alimentari di quartiere, che possono offrire servizi essenziali come la spesa a domicilio e la consegna di beni di prima necessità. Questi servizi, integrati in una rete di prossimità solidale, sono cruciali per garantire l’autonomia degli anziani nella vita quotidiana. Allo stesso modo, va incentivata la presenza di attività commerciali che rispondano ai bisogni quotidiani: farmacie, parafarmacie, lavanderie, edicole, bar, sportelli postali e bancari accessibili.
Al centro di un cambiamento reale deve esserci inoltre la prevenzione. È tempo di investire in modo strutturale in una sanità territoriale rafforzata, con la presenza capillare dell’infermiere di comunità, di medici di prossimità e di servizi sociosanitari integrati nelle Case della Comunità, presidi attivi quotidianamente nei quartieri.
La città del futuro — inclusiva e sostenibile — dovrà essere pensata per tutte le età. Spazi pubblici con panchine, giardini, parchi urbani estivi, aree condivise tra bambini, famiglie e anziani: luoghi che favoriscano l’incontro, la relazione, il benessere quotidiano.
È urgente che i piani regolatori e le politiche urbanistiche si allineino a questi obiettivi. In molte città manca ancora un centro diurno per anziani non autosufficienti per ogni quartiere, nonostante le proiezioni demografiche parlino chiaro: il tema dell’invecchiamento non è un’opzione, è una priorità.
Serve una visione di città che metta al centro la persona, le relazioni di prossimità, i servizi essenziali e la prevenzione come leva strategica, integrando professionalità sociali e sanitarie in un sistema pubblico attento, accessibile e umano.
Maurizio Tomassini