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Ricordo di Franco Battistelli, storico della cultura

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Ricordo di Franco Battistelli, storico della cultura

di Silvano Bracci

Molte persone marchigiane partecipano al cordoglio per la scomparsa del prof. Franco Battistelli, deceduto a Fano il 24 maggio scorso all’età di 84 anni. Egli ha offerto la sua collaborazione alla redazione fanese del settimanale Il Nuovo Amico, mettendo a disposizione la profonda cultura che lo distingueva: storica, artistica, lirica e teatrale.

Aveva iniziato la sua attività come docente alla Scuola Media “Leopardi” di Pesaro, da cui si ritirò nel 1994, però da sempre aveva mostrato la passione per la cultura non solo fanese, ma marchigiana attirandosi consensi dai più autorevoli studiosi. Non per nulla era stato insignito nel 1961 del premio “Paul Harris Fellow” del Rotary Club per la “ricerca letteraria, storica e artistica” e nel 2007 del premio “La Fortuna d’Oro” che il Comune di Fano assegna a quanti hanno fatto onore alla Città. Nel 1961 era stato eletto socio della Deputazione di Storia Patria per le Marche di cui successivamente ebbe il titolo di ‘socio onorario’.

Dal 1972 fu Direttore della Biblioteca Federiciana e poi della Pinacoteca civica del Palazzo Malatestiano.

Tra le numerose sue opere edite e i sostanziosi contributi offerti a pubblicazioni e periodici anche marchigiani e nazionali, ricordiamo: “Arte e cultura nella Provincia di Pesaro” (Venezia 1987), “Immagine di Fano Romana” con Aldo Deli (Fano 1989), “Il Teatro della Fortuna in Fano: storia dell’edificio e cronologia degli spettacoli” (Fano 1998). Tenne la direzione del “Supplemento” annuale al “Notiziario” del Comune di Fano che dal 1986 diventò “Nuovi studi fanesi”; le sue guide turistiche hanno avuto varie edizioni.

Vogliamo però ricordare l’aspetto umano che lo contraddistinse. Persona mite, amabile, nobile d’animo, gentile, disponibile all’ascolto e generoso nel consigliare e suggerire fonti archivistiche e culturali a chiunque lo interpellasse, compresi giovani studenti. All’estensore di queste righe, che stava raccogliendo testimonianze sulla guerra mondiale nei territori dei Comuni rovereschi, dettò i suoi ricordi dello sfollamento a Orciano nel 1944:

Fuggiamo da Fano e troviamo le bombe anche quassù!” essendosi avuta un’incursione aerea il 18 gennaio, ancor scolaro delle elementari “andavo a prendere qualche lezione dalla Maestra Putto, fanese sfollata sul Castello, e ogni volta passavo accanto alle macerie del teatro che osservavo con curiosità” distrutto dalle bombe dell’incursione aerea.

Quando iniziò la ritirata tedesca, noi sfollati dalla balconata del giardino dei Della Ripa guardavamo sulla circonvallazione transitare carri armati e autocarri in direzione viale Coniugi Evangelisti e alcuni di noi ragazzi facemmo spontaneamente dei gesti di saluto al che un soldato, interpretandoli male, ci puntò il fucile con grande spavento delle nostre mamme che ci strapparono dalla balconata”.

Lo invitai poi a presentare il volume “I Paesi dell’Unione Roveresca nella bufera della guerra 1939-1945” e necessariamente il suo ricordo andò a suo padre fatto prigioniero dai nazisti e che durante una marcia di trasferimento con altri militari italiani, ritardando il passo perché ferito, fu ucciso da un soldato tedesco con un colpo di grazia: a queste parole egli non trattenne le lacrime provocando commozione nell’assemblea.

Da allora compresi che la tragica perdita del padre aveva segnato l’intera esistenza del prof. Battistelli, favorendo la formazione di un animo sensibile, gentile, generoso piuttosto che arrabbiato.

Nel 2008 Aldo Deli gli chiese una breve introduzione al volume “I Merli di Fano” dove Enzo Uguccioni ” aveva raccolto parte degli interventi dello stesso Deli sul settimanale, tra l’altro il Battistelli scriveva: “Un vero e proprio mosaico, opportunamente suddiviso in cinque parti o sezioni, dei tanti argomenti legati a fatti, persone o episodi esaminati e argutamente o severamente commentati dalla penna ‘deliana’. Per chi come il sottoscritto conosce e apprezza l’Autore è stato un piacere riscoprire e ritrovare quel suo gusto per la rivisitazione critica dei fatti e usanze locali, quel bisogno di chiarire e correggere tante affermazioni gratuite o inesatte di sedicenti esperti e storici del passato”. Lo stesso Deli lo volle relatore alla presentazione del volume, segno di una profonda amichevole stima reciproca.

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