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Turismo enogastronomico tra prodotti della terra e del mare: crisi o continuità?

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Turismo enogastronomico tra prodotti della terra e del mare: crisi o continuità?

Nella concezione di molti operatori del settore, il turismo enogastronomico è un turismo che si basa su tour guidati per conoscere e assaggiare i prodotti di eccellenza di un territorio. In realtà è un sistema molto più complesso, che si basa su tanti attori, ognuno dei quali aggiunge qualcosa di essenziale, che crea legame tra prodotto, paesaggio, storia, tradizione, bellezze artistiche. Se il collegamento tra produttori, trasformatori, ristoratori, albergatori, animatori culturali, commercianti, guide turistiche, è vivo e costante, allora il risultato si vede nei flussi delle persone che accolgono la proposta. In caso contrario, le iniziative vanno quasi deserte. L’uomo ha bisogno di nutrirsi e soddisfare il palato ma è soprattutto un essere culturale, che cerca di accrescere le sue conoscenze.

Come stà funzionando questo tipo di turismo nella provincia di Pesaro-Urbino? C’è ancora vivacità nel settore o crisi? I dati di mezza estate non sono del tutto incoraggianti. Sembra che ci sia un po’ di stanchezza tra gli operatori, dato che molti tour organizzati sono stati annullati per i pochi iscritti.

Negli anni 2010-17, la Provincia di PU, in collaborazione con l’Istituto Alberghiero Santa Marta e l’università di Urbino Carlo Bo, hanno organizzato corsi di formazione per “ambasciatore” enogastronomico, che hanno preparato alcune decine di giovani. Tra il 2016 e il 2017, i docenti impegnati nella Terza Missione di Uniurb hanno riunito i sindaci dei comuni della Valle del Metauro in vista di un rilancio collettivo dei prodotti della valle. Il progetto, forse troppo ambizioso, puntava a formare giovani per tenere vivo questo settore economico e a far conoscere le nostre eccellenze.

 

I punti di forza.

I punti di forza di un turismo enogastronomico che funziona sono vari. In primo luogo c’è la capacità di mettere in relazione tutti gli attori citati sopra, inclusi i membri delle pro-loco, sindaci e assessori alle attività produttive. In particolare, in tutti gli attori deve esserci consapevolezza che, attraverso i prodotti rappresentativi, si contribuisce a dare identità a tutto il territorio, in modo tale che sia riconosciuto tra gli altri, per le sue specifiche eccellenze. Il prodotto tipico non vive in un contesto amorfo, ma deve trovare la sua collocazione in un quadro più ampio dove enogastronomia, architettura, musica, danza, paesaggio e soprattutto volti di persone competenti, trovano il loro ruolo.

 

Le risorse culturali.

Per fare questo sono necessarie risorse culturali, che rendono conto sìa della genuinità dei prodotti e della loro presentazione sotto forma di piatti tipici, ma anche di “narratori” capaci di raccontare in modo avvincente storia, tradizioni e risorse del paesaggio locale. I narratori devono costantemente aggiornarsi alla luce delle nuove conoscenze scientifiche, storiche ed economiche del territorio, che sono in evoluzione. Devono altresì possedere entusiasmo per il loro compito che è fondamentale per coinvolgere i visitatori e farli tornare a casa con un bel ricordo del luogo visitato, tanto da raccontarlo ad altri, che saranno invogliati a partecipare ai tour successivi.

 

Il paesaggio

Il sistema agroalimentare modella il paesaggio e lo rende riconoscibile e caratteristico. Per esempio, questo succede per Cartoceto con le sue colline rivestite di ulivi. Se a Cartoceto ci fossero colline coltivate a cereali, il paesaggio sarebbe molto meno suggestivo. E’ vero quello che mi dice l’economista Gervasio Antonelli con una frase che mi piace riportare: ” Il valore dell’olio sta anche nella capacità che ha l’ulivo di dare valore al paesaggio”.

 

Le bellezze artistiche e architettoniche.

I prodotti del luogo danno visibilità al paesaggio, ma nello stesso tempo alle altre bellezze artistiche, come succede ad esempio per il tartufo ad Acqualagna, che conduce i visitatore al passo del Furlo e alla bellissima basilica di San Vincenzo, che ha una acustica perfetta e si presta bene a concerti di musicisti e cori polifonici. Le guide escursionistiche hanno un ruolo importante nel far conoscere sentieri, torrenti, flora e fauna, in modo tale che, dopo aver degustato il tartufo, il visitatore conosca e ricordi i torrenti, i sentieri, le rocce, l’aria ossigenata e la natura verde. Così Fano, con il suo brodetto di pesce famoso nel mondo, deve avere pescatori e ristoratori desiderosi di spiegare le tecniche di pesca, le miscele di pesci, i tempi di cottura, il valore nutrizionale. Nulla deve essere scontato, perché le generazioni cambiano e ogni generazione ha diritto di conoscere i prodotti e la cultura che ci sta dietro.

 

La piazza del mercato o i mercatini rionali

Anche i mercati con le bancarelle, che vendono i prodotti tipici, hanno un ruolo importante. I commercianti devono saper comunicare ai visitatori le informazioni più interessanti. Molto utile è anche la combinazione con operatori dello street food che danno la possibilità di assaggiare, lì sulla piazza del mercato, oltre che nei ristoranti, i prodotti cotti, preparati secondo la tradizione. Il legame del prodotto con la storia culinaria locale deve essere chiaro ad ogni operatore, per poter essere divulgato come dato condiviso.

 

Il programma degli eventi.

Altro aspetto è la capacità di distribuire gli eventi su più stagioni, in modo tale da avere impulso continuo. Per questo è necessario il ruolo della politica che deve favorire calendari senza sovrapposizioni, in modo tale che se un comune fornisce un evento, il comune vicino, la sera successiva, ne esibisce un altro. Inoltre i comuni devono garantire l’ampliamento delle strutture espositive, nonché la logistica per la realizzazione degli eventi in calendario.

 

Le difficoltà in corso d’opera

Ci possono essere nel corso degli anni frenate di arresto per ostacoli in ambito di logistica o legislazione ambientale, come ad esempio l’emanazione di nuove leggi per smaltimento rifiuti, acque e scarichi reflui ecc. Questi ostacoli vanno rimossi con i sistemi previsti dalla legge e di comune accordo con tutti gli operatori del settore, in modo da mantenere alta la potenzialità di sviluppo. Un ritorno ci sarà sempre poiché, se il sistema del turismo enogastronomico è costruito bene, esso conferisce significato a tutto un distretto, che sia città o provincia o regione.

 

Conclusione

Se si forma questa rete virtuosa, allora il turismo enogastronomico può continuare a svilupparsi nella nostra provincia. In caso contrario, si rischia di finire nel momento in cui quei pochi imprenditori illuminati lascieranno il posto ad altri che forse non saranno pronti culturalmente e socialmente a continuare i progetti iniziati dai loro predecessori. Questo pericolo va evitato e bisogna agire ora per preparare ricambio e continuità. Non si sta lottando per aspetti marginali, ma per la dignità di un lavoro che coinvolge più settori produttivi, per il reddito di tante famiglie e soprattutto per salvare la bellezza dei nostri territori, il primo patrimonio della nostra nazione.

Paolo Ninfali

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