Gli Artisti della Accolta dei quindici
Gli Artisti della Accolta dei quindici

Fano, Accolta dei quindici 2014

in Città

Fano, Accolta dei quindici 2014

Gli Artisti della Accolta dei quindici

 

L’arte partecipa alla vita comune

 

L’Accolta dei quindici ha una storia prossima al settantennio, è una prestigiosa storia fanese, è storia di Fano. Del resto l’arte spesso scandisce i tempi di un itinerario, del farsi del cammino di una comunità. Tanto più nel nostro territorio fra Adriatico e Appennino, segnato da luoghi ed eventi di civiltà: Fanum Fortunae e l’Arco di Augusto, Fonte Avellana e Montegiove e cento abbazie e chiese romaniche dei benedettini, la civiltà dei Montefeltro e dei Malatesta, l’invenzione del Palazzo Ducale e della Corte rinascimentale di artisti e matematici del Duca Federico, l’amministrazione urbanistica dello Stato pontificio. L’arte, il lavoro dell’artista, la progettualità del matematico e dell’artigiano sono alla base della costruzione di un luogo e di un ambiente, dello sviluppo della vita religiosa e dell’organizzazione sociale. La pittura e quanto vi è connesso ha un fondamentale ruolo di promozione culturale e spirituale e quei
segni di civiltà e di umanesimo partono dalla dimensione del lavoro intellettuale per poi coinvolgere una società intera.

Con l’Accolta dei quindici ci troviamo, fatto il debito rapporto, su un medesimo fronte di lotta: all’indomani della fine della guerra con la prima mostra questo gruppo di pittori – i fondatori – testimonia subito il suo amore per la città distrutta, dà movimento ad una presa di coscienza e di operosità, lascia un segnale che continua nell’epoca della ricostruzione. L’Accolta dei quindici comincia il 21 luglio 1946, data che fa da pendant con il 7 di agosto di quest’anno. Da allora, ogni anno puntuali, e in prima linea, per una ventina d’anni, Nino Andreoli, incisore, Emilio Antonioni, pittore chiarista, Tito Bilancioni, autore di paesaggi, Tarcisio Generali, un simbolo di Fano, e altri con qualche defezione, fino al 1967 anno dell’ultimo appuntamento del grande Antonioni, hanno animato questa esperienza fanese.

Ho raccolto queste informazioni dal bel libro curato da Arianna Permattei, “Percorsi dell’arte in provincia / Fano (1946-1996).

L’Accolta dei quindici” (Grapho 5, 1996), un’opera importante anche storicamente perché registra l’universo artistico fanese delle 139 presenze in cinquant’anni e ne fa conoscere il consenso raccolto nei tempi della restituzione della città alla sua bellezza ed alla sua prosperità. Sono da aggiungere le altre presenze fino ad oggi fino a calcolarne circa 250 in totale, un Pantheon straripante. L’arte partecipa alla vita comune, il lavoro degli artisti è sempre promozionale di un orizzonte più alto e pacificato. La ricchezza della città per questa speciale presenza nel Novecento viene principalmente dalla attività dell’Istituto d’Arte Apolloni:
quasi tutti hanno frequentato quella scuola dell’arte della ceramica (docente Leonardo Castellani fine anni venti) e dei metalli dorati (Edgardo Mannucci per scultura). Molti poi hanno completato le specializzazioni alla Scuola del Libro e all’Accademia di Belle Arti di Urbino, all’Accademia di Belle Arti di Roma e di Venezia: si sono formati in diaspora e poi sono rientrati a Fano. Vari artisti della prima generazione dell’Accolta sono andati a bottega oppure sono rimasti ancorati all’artigianato dell’autodidatta. Il compito formativo dell’Istituto d’Arte fanese continua ad essere fondamentale e va ancora riconosciuto e sostenuto.

E’ un angolo giovane e operoso della città, un luogo della speranza. Cos’è una città senza le sue istituzioni scolastiche? Non solo è perdere la strada della
dimensione della bellezza, ma anche rinunciare all’intelligenza ed all’umanità.

Gastone Mosci

 

Espongono

Giovanni Bellantuono/Alfio Bi/Gabriele Biagetti/Doro Catalani/Luciana Ceci/ Paolo Del Signore/Sauro Di Sante/John Betti/Giulio Marcucci/Giuseppe Marino/Giorgio Mencarelli/Lucia Perugini/ Pierluigi Piccinetti/Dante Pier Mattei/Alceo Pucci/Denise Sanna/Alessandro Tonti/Giacomo Tonucci/

La rassegna è organizzata dall’Accolta dei quindici col patrocinio e la collaborazione del Comune di Fano Assessorato alla Cultura e della Carifano Gruppo bancario Credito Valtellinese.

Hanno contribuito la Fondazione Cassa di Risparmio di Fano e Radio Fano.

 

Galleria Accolta dei quindici

 

 

Giovedì 7 agosto2014 alle ore 18,30 alla presenza del Sindaco di Fano, Massimo Seri, si è aperta la 67a Edizione dell’Accolta dei quindici, buona partecipazione di pubblico, presenti i 18 artisti. Con notevole attenzione ne hanno parlato il Messaggero, il Resto del Carlino e il Corriere adriatico. Ha aperto i lavori il coordinatore dell’Accolta, il pittore Dante Piermattei, insiema all’architetto Stefano Marchegiani, vice-sindaco e assessore alla cultura, al presidente di Carifano, Francesco Giacobbi, e a Gastone Mosci dell’Università di Urbino Carlo Bo. L’edizione di quest’anno si presenta molto interessante: la partecipazione degli artisti è qualificata e attenta al rilancio dell’Accolta, sempre più inserita nel contesto fanese con l’esposizione a Palazzo Corbelli della Carifano. Orario di apertura 21-24 fino al 31 agosto. Nel corso dell’inaugurazione il prof. Mosci ha ricordato Valerio Volpini ed ha letto il suo bel testo per la presentazione dell’edizioine 42a del 1988.

 

 

L’ACCOLTA DEI QUINDICI DEL 1988

 

La mostra estiva dell’Accolta dei Quindici fa parte ormai delle “istituzioni” fanesi. Ha girato la boa della quarantesima edizione e si sta avviando col vento in poppa, verso la cinquantesima (e sarà bene che qualcuno cominci a raccogliere documenti, manifesti e notizie per farne la meritata e doverosa istoria). I fanesi aspettano questo appuntamento e anche se non si espandono in gratitudine sentono però che si tratta di una manifestazione seria. Fondata sull’amicizia e sulla stima, l’Accolta ha il segno di una doppia eccezionalità.
Prima: a Fano i gruppi durano sempre poco, molto poco e quasi sempre si tratta di iniziative a titolo privato; quando si stufa l’animatore scompare tutto.

Seconda: si tratta di artisti e in particolare di pittori che di solito si pensano incapaci di convivere o a convivere solo per dilaniarsi (quasi come fanno gli scrittori); a Fano succede il contrario. E’ un miracolo di costume.
In questi decenni gli artisti dell’Accolta, con tranquilla umiltà e fedeli al proprio mondo, hanno mostrato ai fanesi, anche meno solleciti all’arte, che la pittura c’è. Sono, senza andar troppo a sottilizzare, tre generazioni di pittori che si danno il cambio con tutte le diverse intenzioni e diverse forme del dipingere: un chiaro campionario di quello che è il panorama dell’arte contemporanea; talvolta con grande intensità, sempre con sincerità.

Nessuno di fronte a questi artisti può dire la frase sciocca: “a far questo son capace anche io!” Non si può non ammirare questo gruppo di artisti che sa lavorare con fedeltà esemplare al proprio sentire e – cosa rarissima
– con schietta umiltà.

1988

Valerio Volpini