Nello Maiorano
Fano, 10 febbraio 2001 - Nello Maiorano - in qualità di presidente del Circolo Culturale "Jacques Maritain" - presenta il Convegno in "Ricordo di Valerio Volpini"

Saluto a Nello Maiorano

in Città

 

SALUTO A NELLO MAIORANO

Un testamento di umanità, generosità e operosità verso tutti

di Silvano Bracci

 

Questo è un ricordo e un saluto ad un caro amico quale è stato per me Nello Maiorano, ma che tale è stato per tutti voi che così numerosi siete intervenuti in Duomo per questo momento di saluto nei suoi confronti.

 

 

Il cordoglio di parenti e amici

Lo dicono i sentimenti con cui la maggior parte di voi qui presenti avete dichiarato nel voler prendere parte al momento di prova e distacco provato dai suoi famigliari, poiché i diversi manifesti apparsi in città dicono il cordoglio di parenti, amici e associati di varie entità che cito così come ho potuto leggerli e non secondo gradi di importanza: La Fondazione Cassa di Risparmio di Fano di cui Nello è stato per oltre dieci anni Consigliere Generale, L’Associazione Università dei Saperi Giulio Grimaldi e l’Associazione Amici del Teatro della Fortuna di Fano che ambedue lo hanno avuto come socio fondatore, il Lyons di Fano di cui Nello è stato Presidente, il Circolo Culturale Jacques Maritain di cui pure era stato Presidente e il Circolo Culturale Bianchini (perdonatemi se mi fosse sfuggito qualche altro manifesto e quindi altri raggruppamenti).

 

 

Il saluto del Sindaco e il riconoscimento unanime

A questi si devono aggiungere le espressioni di ammirazione e riconoscenza pubblicate sulla stampa periodica o trasmesse da radio e televisione, a cominciare dalla dichiarazione del Sindaco di Fano Massimo Seri.

Attraverso quei manifesti e la stampa i parenti, gli amici, i soci delle suddette Associazioni e l’Autorità cittadina hanno espresso pubblicamente un unanime giudizio sul comune amico, riconoscendone grandi doti di umanità, generosità e gentilezza d’animo, professionalità nel suo lavoro e nella pubblica amministrazione, signorile gentilezza, convinto sostenitore dei valori democratici per il bene della città di Fano, socio e presidente attivo e sempre convinto nella promozione della cultura teatrale e musicale fanese, persona speciale che ha sempre interpretato la sua missione terrena nel segno dei valori sociali e solidali e il tutto con somma discrezione, insomma una persona che ha profuso un grande impegno nei vari ambiti culturale, politico, sociale.

 

 

Il suo impegno per la città, anziani e svantaggiati

In particolare fermo l’attenzione sull’interessamento del Consigliere comunale Maiorano nei primi anni 1980 e ancora di lui quale Assessore ai Servizi Sociali nel triennio 1985-1988 riguardo al cosiddetto Ospizio dei Cronici ubicato nella cinta dell’Ospedale Santa Croce mettendo le premesse per una soluzione radicale che sarà realizzata dopo il 1990, e poi riguardo all’Assistenza domiciliare per anziani soli, handicappati, tossici, minori, il che dice la sua sensibilità nei confronti dei meno fortunati. Di queste cose ho potuto prenderne visione diretta attraverso la documentazione che ho riportato nel volume “La Democrazia Cristiana a Fano” (2014), che Nello insieme ad altri amici mi chiesero insistentemente sin dal mio rientro a Fano nel 2002 e che ora sono contento di aver dato alle stampe pochi mesi addietro con vera e grande sua soddisfazione.

 

 

Un cristiano nella comunità

Credo che le qualità e l’operosità riconosciutogli abbiano una radice non solo nel suo temperamento, ma anche nella formazione religiosa ricevuta in famiglia e nella sua parrocchia dove fu attivo nell’Azione Cattolica sin da giovanissimo, formazione che si è consolidata con la sua crescita che ci ha permesso di conoscere la sua fede espressa nella pratica religiosa e anche nella collaborazione alla vita della sua nuova parrocchia, come poco fa ha ricordato Don Luciano. A tal proposito posso affermare che in ospedale due giorni prima della sua morte egli volle parlare con me dei dolori e delle sofferenze di Gesù negli ultimi giorni della sua vita, segno che stava vivendo le proprie sofferenze alla luce del Crocifisso da cui poteva trarre forza morale e speranza.

 

 

La testimonianza continua

La sua umanità, la sua generosità nel sostenere ed incoraggiare iniziative di così vario genere e la sua concreta operosità in campi diversi siano il testamento che egli lascia a tutti noi ed in special modo ai suoi figli e questa testimonianza che ho espresso a nome dei tanti amici qui intervenuti siano di conforto per la moglie signora Alessandra e i famigliari.

E a conclusione di queste mie parole non posso che dire a Nello da amico ora sacerdote: “Vivi nella pace del Cristo risorto”.

Cattedrale di Fano, 10 agosto 2015

Silvano Bracci

 

 

ADDIO CARO NELLO

di Enzo Uguccioni

Nel primo pomeriggio di venerdì 7 agosto Nello Maiorano ci ha lasciati. Una brevissima malattia lo ha stroncato all’età di 71 anni. Una vita intensa, si può dire che non vi sia stato ambito sociale in cui egli non sia stato presente: dall’ufficio all’Istituto Autonomo Case Popolari, alla politica, la sua grande passione ed il luogo del suo maggiore impegno. Infatti fu segretario politico della DC fanese e poi assessore al Comune di Fano dove lasciò il segno della sua presenza documentata ampiamente nel bel libro di Silvano Bracci “La Democrazia Cristiana a Fano” (Ed. Circolo Culturale J. Maritain di Fano, 2014). Si occupò ampiamente anche di cultura: la sua presenza nel Circolo Culturale “Jacques Maritain” fu sempre di primo piano fino a dirigerlo per lunghi anni durante i quali diede vita a numerose iniziative e, in particolare, ricordiamo quelle editoriali, con opuscoli di raffinata eleganza. Fu anche presidente degli Amici del Teatro della Fortuna di Fano e presidente del Lions Club sempre di Fano. Infine non va dimenticato l’impegno nel Consiglio Generale della Fondazione Cassa di Risparmio di Fano.

 

Mi pare di rintracciare il filo conduttore di una vita tanto laboriosa quanto sempre cordiale nella continua ricerca di ogni occasione per testimoniare la sua voglia di allacciare rapporti di amicizia con tutti. Un giorno, passeggiando per le vie di Fano, mi disse con evidente soddisfazione: “Vedi mi salutano tutti, conosco un sacco di gente!”. Quella “civiltà dell’amicizia” cui teneva tanto il comune maestro Valerio Volpini il quale, in una lettera privata, arrivo a dire che “l’amicizia, se è tale, è un sacramento”.
Nello Maiorano, laureato in scienze politiche, faceva parte del gruppo politico operante all’interno della Democrazia Cristiana di Fano, di cui fu leader indiscusso Valerio Volpini, appartenne, cioè al gruppo che potremmo definire dei maritainiani. Già, perché il nostro grande ispiratore fu il grande filosofo Jacques Maritain con il fondamentale testo “Umanesimo integrale”, espressione più volte ripresa dai papi dell’ultimo secolo.

Enzo Uguccioni

 

Nello Maiorano

 

La testimonianza continua di Maiorano

di Gastone Mosci

Nello Maiorano è un uomo che ha improntato la sua vita nella visione di una cittadinanza pacificata sia nel corpo della vita sociale e politica della città che nelle tante espressioni dell’associazionismo culturale e cristiano.

Fin dal 1970 era amico e allievo di Valerio Volpini, come altri che hanno dato vita nel 1960 al Circolo Culturale “Jacques Maritain”, ed hanno segnato la vita fanese dagli anni settanta del secolo scorso, quarant’anni nel nome della democrazia.

Si rifacevano al filosofo francese Maritain e agli insegnamenti di don Primo Mazzolari e della filiera di chi ha animato il movimento cattolico, espressione della politica di Romolo Murri, di Alcide De Gasperi, di Aldo Moro, e di chi era stato attratto dalla spiritualità di Papa Giovanni e di Paolo VI. Nello Maiorano è morto a 71 anni stroncato da una malattia crudele.

Lo ricordiamo per la sua attività politica di consigliere comunale, di assessore e di presidente del consiglio comunale. L’operatore culturale si era imposto con l’attività del Cinema Gonfalone per due decenni, un luogo culturale di dibattito aperto e di coinvolgimento esistenziale, ed inoltre nel teatro, nella letteratura, nel volontariato, nel suo lavoro all’Istituto Case Popolari, nella sua opera sociale presso la Fondazione Cassa d Risparmio di Fano. La sua era una testimonianza continua.

Gastone Mosci

 

Omaggio a Nello Maiorano

di Sergio Pretelli

Ho conosciuto Nello Maiorano negli incontri dell’ultimo giovedì del mese. Amici di estrazione cattolica, di Fano, Urbino, Pesaro, che si incontravano convivialmente a Fano per confrontarsi sui fatti socio-politici e culturali di carattere locale o universale (attuali o del recente passato), progettare iniziative, comprendere i meccanismi del potere. Il faro di questi incontri era il prof. Valerio Volpini. Nello Maiorano, allora presidente del Circolo Maritain di Fano, puntuale ad ogni incontro, discreto nel suo agire, si notava come uomo delle mediazioni. Per mediare occorre comprendere le esigenze degli uni e degli altri. Il che richiede una cultura di base, l’esperienza vissuta, educazione e fede. Requisiti che Nello aveva maturato nelle sue esperienze di lavoro all’Istituto case popolari come dirigente, nell’esercizio politico di Segretario della locale Democrazia Cristiana e di Assessore comunale ai Servizi sociali, come consigliere alla Fondazione Cassa di Risparmio o presidente del Lions club.

Non l’ho mai sentito alzare la voce. Esprimeva le sue idee, anche in maniera decisa, ma sempre con rispetto per l’interlocutore o gli interlocutori. Sapeva chiedere e soprattutto sapeva ascoltare. Doti che ne hanno fatto un punto di riferimento della cultura civile e politica fanese. Nelle Istituzioni di cui ha fatto parte ha sempre ricoperto posti di responsabilità. Soprattutto perché sapeva acquisire e costruire competenze. O circondarsi di amici o collaboratori in grado di aiutarlo nel servizio per la collettività.

Con l’avanzare degli anni, gradualmente si era fatto da parte. Si dedicava alla campagna. Non in modo passivo o bucolico. I campi e le colture esigevano rispetto. Allora dei suoi ulivi doveva saper tutto: dalla protezione dei parassiti, agli innesti, dal grado di maturazione al sistema della raccolta. Ancora una volta il modo migliore di manifestare l’amore per la vita, per l’ambiente e per il prossimo. Proprio come Nello aveva captato dalla religione, da Maritain, dagli amici, dalla famiglia e dall’esperienza di tutto l’arco della sua vita attiva.

Urbino, 9 agosto 2015

Sergio Pretelli

 

L’amicizia

di Raimondo Rossi

La sensibilità di Nello! L’amore alle piccole cose!

A tavola, sopravvalutandomi
(lo dico per certo, mi chiamava ‘maestro’!),
mi forniva furtivamente un pezzettino di carta,

affinché tracciassi un disegnino,
di qualunque genere!

Era l’eredità amorevole
che gli aveva lasciato il suo maestro Volpini,
quella di apprezzare il sogno dell’arte.

Ed io lo accontentavo,
era poca cosa per me,

mentre grande cosa per lui.

E stavamo contenti e sereni.

Raimondo Rossi

 

UN RICORDO COMOSSO DI NELLO

 

Ho aspettato qualche giorno prima di ricordare Nello. La sua scomparsa è giunta a poco più di due mesi dalla morte di mia moglie. Stesso male, quel terribile male che è estrema sofferenza per chi ne è colpito e immensa e insanabile angoscia per chi è stato vicino fino alla fine. Potrei anch’io soffermarmi sulla straordinaria persona che fu Nello, sul suo impegno politico, su la sua vasta e radicate presenza nel mondo fanese, sulla capacità e pazienza nel non lasciare mai niente di incompiuto, sulla sua intaccabile coerenza. Ma forse per la coincidenza con lo stesso dolore della moglie Sandra che è stata sempre vicina a Nello, non riesco a racchiuderlo nel solo quadro civile. Ho conosciuto Nello che non camminava ancora, nel 1945, in via Palazzi. I nostri padri erano marescialli dell’Esercito, legati da amicizia e profonda stima. Fu una delle prime visite che la mia famiglia fece appena tornata dallo sfollamento, quando tutti si cercavano, si ritrovavano, si abbracciavano. Gli otto anni che ci dividevano non consentirono di frequentarci nelle associazioni cattoliche e poi anche perché eravamo di parrocchie diverse, io del Porto e lui del Duomo! Ci ritrovammo nel Movimento Giovanile della DC, io uscente e lui entrante, stessa scuola, stessi maestri. Non so perché, ma l’immagine che ho di Nello è quella nelle braccia della madre, una immagine che mi è tornata alla memoria in questi giorni, la sua bella casa di via Palazzi … Anche se le mie presenze a Fano non erano lunghe, vivo rimaneva il mio interesse per ciò che vi accadeva e quindi anche per quanto faceva Nello. Ci siamo ritrovati in questi ultimi anni, al Maritain, qualche cena di “reduci” del vecchio partito. Qual’è la ragione per la quale ho aspettato giorni per ricordarlo? Pudore e riservatezza. Nello il 14 aprile mi ha mandato un biglietto. Ho chiesto alla moglie Sandra di poterlo rendere pubblico. Mi è stato consentito. Nello scriveva:

 

Caro Angelo, le mie condizioni di salute non mi permettono di venire a Pergola come avrei desiderato. Partecipo sentitamente al tuo grande dolore per la scomparsa di una donna esemplare: un forte abbraccio con affetto Nello.

 

Sapevo della sofferenza di Nello e (dovete credermi) fu il messaggio che più mi ha colpito e commosso. Quanta umanità! Durante la cerimonia al Duomo è stata la sua sofferenza il mio pensiero fisso, quasi una preghiera, una invocazione, un urlo: “perché”? Il mio ricordo di Nello è e resterà: le mie condizioni di salute non mi consentono …

Angelo Sferrazza

 

Dedico questo post all’amico Nello Maiorano,

che ci ha lasciato ieri per salire più in alto: persona di fede e di grande umanità, conosciuto, non solo a Fano, per essere stato per anni funzionario e poi direttore dell’I.A.C.P. di Pesaro.

 

Dic che el dialèt è ‘na lingua, e alora cum monsignòr Tonuci ha tradòt el Vangèl in fanès. Supergiù ha v’lut a pruvà sa la preghiera principàl, el Pader Noster, che s’avrìa da recità acsì:

 

 

PADER NOSTER

 

Pader de tuti no,
Te stai malasù, t’el ciel.
El nom Tua
ha da esa semper b’nedèt.
Ce sarà un regn sol,
in du ognun de nò sarà cum voi Te,
propi cum è già in tel ciel,
e ugual sarà t’la tera.

 

Avèn da ringrasià ma Te se tutt’i giorn
c’avèn un pess de pan pr’on da spartìc.

E sa l’aiut tua,
sarìn liberi da le preucupasiòn
e pudrìn aiutàc tra de no.

Sa Te, no en girìn dietra ma le ilusiòn,

ansi, aluntanarìn el mal più che se pol.

 

Te ringrasiàn,
perché no sin siguri che sarà acsì
cum c’hai dit Te.

 

Il tuo amico Lucio, alias Supergiù, agosto 2015

 

Ciao, Nello!

Luciano Zengarini