E’ nata con la Repubblica, al servizio delle comunità.
Nel 2026 le ACLI pesaresi celebrano 80 anni dalla fondazione
Nel 2026 le ACLI della provincia di Pesaro e Urbino celebrano 80 anni dalla loro
fondazione, un anniversario che coincide simbolicamente con quello della
Repubblica italiana, nata nel 1946 e fondata sui valori sanciti dalla Carta
costituzionale.
Le ACLI pesaresi nascono nel clima del secondo dopoguerra e, a partire dal 1946,
prendono forma come esperienza associativa organizzata nel territorio
provinciale, accompagnando il percorso di ricostruzione democratica del Paese.
Come la Repubblica, anche le ACLI affondano le loro radici nella Carta
costituzionale, nei principi di dignità della persona, centralità del lavoro,
solidarietà, partecipazione e uguaglianza sostanziale, che ne hanno orientato fin
dall’inizio l’azione sociale e civile.
A partire dal 1946, con la nascita e il consolidamento dei primi Circoli sul
territorio provinciale, si struttura un’esperienza associativa che vede tra i suoi
padri fondatori figure centrali del cattolicesimo sociale locale. Ennio De Biagi,
primo presidente provinciale, proveniente dall’Azione Cattolica, ne fu il principale
animatore nella fase iniziale. Accanto a lui operarono dirigenti e promotori come
Adolfo Cristiano (Fano), Lino Vitali (Urbino), Gastone Mosci, Ivo Amaduzzi e
Franco Marini, che contribuirono in modo determinante alla costruzione
dell’Associazione e al suo radicamento nei territori.
Fondamentale fu anche il ruolo dei sacerdoti, tra cui don Alessandro Fini,
protagonista della nascita dei primi Circoli aclisti e figura chiave della diffusione
dell’Associazione nelle aree interne della provincia. Accanto a lui operarono
padre Bigini, primo assistente provinciale, don Nicola Alegi, parroco di Candelara,
e altri sacerdoti impegnati a fianco dei lavoratori.
Intorno a questo nucleo fondativo si sviluppò una rete di Circoli animati da
donne e uomini come Giovanni Falghera, Alfio Tinti, Giuseppe Pitrè, Armando
Fiscaletti, Valerio Letto, don Achille Sanchioni, Mario Alegi, e, nelle zone interne
della provincia, il maestro Codignola, Egidio Mengacci e Umberto Selva, che
diedero concretezza all’idea aclista nelle comunità locali.
Nel corso degli anni Cinquanta le ACLI conobbero una crescita significativa, pur
attraversando difficoltà organizzative e strutturali. A queste sfide l’Associazione
rispose investendo sulla formazione dei dirigenti, sulla riflessione culturale e
sull’impegno sociale e religioso, ponendo le basi per una presenza stabile e
riconosciuta nel territorio.
Celebrare nel 2026 gli 80 anni delle ACLI Pesaresi significa ricordare una storia
che cammina insieme a quella repubblicana: una storia di ricostruzione,
partecipazione e cittadinanza attiva, radicata nei valori della Costituzione, fondata
sull’impegno dei suoi padri fondatori e di intere generazioni di aclisti.
Un anniversario che non è solo memoria, ma responsabilità verso il futuro, perché
– come la Repubblica – anche le ACLI vivono e si rinnovano ogni giorno grazie
alla partecipazione delle persone e delle comunità.
Maurizio Tomassini
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