Leandro Arpinati
Leandro Arpinati

Pesaro, 17 febbraio 2014 presentazione del volume: Leandro Arpinati. Un fascista anomalo

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Pesaro, 17 febbraio 2014 presentazione del volume: Leandro Arpinati. Un fascista anomalo

 

Incontro a Palazzo Montani, lunedì 17 febbraio ore 18, sulla storia del fascismo. Con la storica Brunella Dalla Casa si parla di un fascista anomalo,l’anarchico Leandro Arpinati podestà di Bologna, ministro e poi nella purga del regime, messo al muro da un commando di partigiani a Malacappa, il 22 aprile 1945. Iniziativa della Società pesarese di studi storici.
 

Leandro Arpinati

 

Anarchico, poi interventista, infine fascista della prima ora, conterraneo e soprattutto amico di Benito Mussolini: queste, in sintesi estrema, le coordinate in cui si muove la vicenda umana di Leandro Arpinati (1892-1945), una delle figure più enigmatiche e dal destino più insolito del regime fascista.

 

Ras del violento fascismo bolognese delle origini e poi padrone di Bologna, che a un certo punto amministra da podestà, nel 1929 Leandro Arpinati diventa sottosegretario agli Interni (cioè di fatto ministro, perché la titolarità del dicastero era in capo a Mussolini).

 

Ma il rapporto fra i due si logora «nel non detto e nelle trame fra gerarchi, in particolare quelle del nuovo segretario del partito Starace», e anche per il dissenso plateale che Arpinati manifesta verso l’economia corporativa, che in quegli anni è la linea economica del regime. L’esito è drammatico: nel 1933 Arpinati viene estromesso dal sottosegretariato, l’anno dopo è condannato al confino, prima a Lipari (mentre la “sua” organizzazione bolognese viene smantellata), poi nella tenuta di Malacappa, a nord di Bologna, da dove assiste alla parabola verso la guerra dell’Italia fascista.

 

Dopo l’8 settembre 1943 rifiuta qualsiasi incarico nella Repubblica sociale e anzi intrattiene rapporti con gli alleati e la Resistenza («Mi dicono che treschi con i partigiani», scrive di lui Mussolini).

 

Ma proprio da un commando partigiano viene assassinato il 22 aprile 1945, un’ora dopo l’arrivo delle avanguardie alleate e la liberazione di Malacappa.

 

Brunella Dalla Casa ha diretto l’Istituto per la Storia della Resistenza nella provincia di Bologna. Si è occupata di diversi aspetti di Storia contemporanea del Bolognese, dall’impresa editoriale Zanichelli fra le due guerre a Bologna e l’Appennino durante il secondo conflitto mondiale e all’istruzione professionale femminile nel Bolognese. Ha pubblicato Attentato al duce. Le molte storie del caso Zamboni (2001) e curato Malacappa. Diario di una ragazza 1943-1945 di Giancarla Arpinati (2004).