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Il Leopardi, rivista mensile degli anni 1974 e 1975. Filosofia: Arte e Politica

in Arte/Cultura/Festival Digitale Valerio Volpini e la Resistenza - Fanocittà

Valerio Volpini e “Il Leopardi”

di Gastone Mosci

Valerio Volpini (Fano 29 novembre 1923 — 11 gennaio 2000) ha dato vita negli anni settanta del secolo scroso ad una grande impresa culturale marchigiana, “Il Leopardi”, un mensile che ha avuto un ruolo di grande promozione del pensiero e dell’umanesimo legato alla civilta dell’amicizia. La rivista (1974 e 1975), 17 fascicoli, era in collegamento con il Gruppo di Presenza Culturale, un’animazione a livello nazionale e internazionale di intellettuali della televisione, della letteratura, del cinema, dell’università e dell’associazionismo culturale: un gruppo militante sensibile all’umanesimo integrale di Jacques Maritain. Ecco l’arco storico di quella esperienza; settembre 1972 convegno di Alba sull’attivita culturale in Italia e febbraio 1977 — dopo il convegno ecclesiale “Evangelizzazione e promozione umana” 1976 — il seminario di Urbino “Agonie del Cristianesimo” (Morcelliana 1977).

In questi sei anni la cultura d’ispirazione cristiana ha espresso in Italia un coagulo di creatività e di sensibilità ecclesiale con segnali sorprendenti e con effetti significativi. Al riguardo non c’é una sufficiente riflessione culturale e di sistemazione storica. Ma va detto che Carlo Bo ha sempre sollecitato la rete dei suoi amici scrittori con fiducia; Valerio Volpini, l’animatore di riferimento del GPC, é stato nominato direttore de “L’Osservatore Romano” (1978-1984), Mario Pomilio ha pubblicato “Tl Quinto Evangelio”, don Italo Mancini “Teologia, Ideologia e Utopia”, Ermanno Olmi ha realizzato il film “L’albero degli zoccoli”, Mario Luzi la poesia di “Al fuoco della controversia”, Diego Fabbri il dramma “Al Dio ignoto*, Giovanni Testori “Interrogatorio a Maria”.
Sospendo l’elencazione sottolineando che tanti altri autori sono coinvolti, varie decine di prestigio, ma anche che la loro storia individuale si esprime nel respiro di un cristianesimo inquieto legato al Concilio Vaticano II ed alla figura di Papa Montini.

Volpini é ispiratore e sostenitore di iniziative come l’Istituto Internazionale J. Maritain e nelle Marche di un coagulo di scrittori e di artisti per dare vita alla rivista “T] Leopardi”, aprile 1974, un mensile formato tabloid, graficamente attraente ed impegnativo, di qualità, opera di Antonio Battistini e Giulio Giulianelli, due designer urbinati allievi di Albe Steiner, in un originale ed antico rapporto di collaborazione tra incisori e poeti.
Fin dall’inizio ci credono e collaborano Carlo Bo, don Italo Mancini, Francesco Camevali, Valeriano Trubbiani, Leonardo Castellani, Remo Brindisi, Walter Piacesi, Plinio Acquabona, Luciano Anselmi, Marcello Camilucci, Raimondo Rossi e Adriano Calavalle.

Volpini coordina una redazione ben articolata: Carlo Antognini con le sue Edizioni L’Astrogallo di Ancona, Fabio Ciceroni che diventa subito Sindaco di Corinaldo, p. Stefano Troiani animatore delle iniziative d’arte del Premio Sassoferrato, Girolamo Valenza funzionario del settore culturale della Regione, Gastone Mosci collegato a Urbino, dopo qualche mese Elverio Maurizi critico d’arte a Macerata.
La rivista ha un editore politicamente avveduto, Giuseppe Fuligni dell’ Editrice Marchigiana, che pubblicava allora anche il settimanale “Il Marchigiano, ‘oggi del tutto dimenticato. Volpini assicura la continuità del periodico, tiene rapporti con politici e opergatori come Arnaldo Forlani, Leopoldo Elia, il Sindaco di Ancona Alfredo Trifogli, Adriano Ciafi Gino Filippucci della allora Cassa di Risparmio di Pesaro, il ministro Franco Foschi, |’on. Gianfranco Sabbatini, l’intellighenzia urbinate.
Volpini è stato da giovane partigiano combattente nella Resistenza e volontario nella guerra di Liberazione, un personaggio molto conosciuto, fra l’altro Presidente della Scuola del Libro di Urbino, allievo di Carlo Bo, docente universitario, consigliere regionale e presidente della Commissione Cultura.

Cosa scrive nel fondo del primo numero «“pazienza delle idee”? il suo manifesto: “abbiamo anche in comune l’idea che Ja cultura e l’impegno esplicano il proprio servizio, una moralita che deve sottrarsi ad ogni qualunquismo, al timor panico di non essere a la page non meno che al rischio di essere fraintesi e di sbagliare”. E quindi per un umanesimo aperto alla realtà nel segno «“qell’intelligenza al servizio della coscienza”.
Sembra poco ma un centinaio di collaboratori, scrittori e artisti, storici e amministratorl, non solo marchigiani, hanno vissuto un’esperienza creativamente entusiasmante.

Ricordo incontri a non finire con Valerio Volpini e don Italo Mancini, Piergiorgio Grassi, Remo Brindisi, Elio Roccamonte, Rodolfo Doni e Gino Montesanto, Carlo Bo e Mario Luzi, Leone Piccioni, Raffaele Crovi e tagti altri a Urbino e Fano Ancona e San Benedetto del Tronto, Senigallia e Ripatransone, Fabriano e Camerino, un civiltà nel segno dell’ amicizia e della cultura.

Gastone Mosci

 

Il Leopardi Anno I n. 1

Il Leopardi Anno I n. 2

Il Leopardi Anno I n. 3

Il Leopardi Anno I n. 4

Il Leopardi Anno I n. 5

Il Leopardi Anno I n. 6

Il Leopardi Anno I n. 7

Il Leopardi Anno I n. 8

Il Leopardi Anno I n. 9

Il Leopardi Anno II n. 10

Il Leopardi Anno II n. 11

Il Leopardi Anno II n. 12

Il Leopardi Anno II n. 13

Il Leopardi Anno II n. 14

Il Leopardi Anno II n. 15

Il Leopardi Anno II n. 16

Il Leopardi Anno II n. 17

 

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